L'omicidio Caprio a Cellole
L'omicidio Caprio a Cellole

CELLOLE – Omicidio Caprio, continuano le indagini. Emergono nuove informazioni dall’analisi dei cellulari di Pietro Caprio, l’insegnante di scienze motorie di Cellole ucciso e dato alle fiamme all’interno della propria auto lo scorso 4 novembre. 

Omicidio Caprio, si indaga nei rapporti extraconiugali del professore ucciso e dato alle fiamme

Dagli esami infatti è emerso che il Caprio avesse rapporti extraconiugali con alcune donne diverse, residenti sul territorio del Litorale domizio. Relazioni confermate non solo dai tabulati, ma anche dalle dichiarazioni rese dalla moglie del professore Caprio.

Sul delitto di Cellole torna a far capolino la pista passionale: il docente ucciso e dato alle fiamme

Questi particolari, anche se devono trovare altri riscontri, potrebbero riaprire la pista del delitto passionale. Non a caso, lo ricordiamo, l’unico al momento accusato del delitto, l’84enne Angelo Gentile, nelle sue dichiarazioni ha sempre affermato di aver visto il Caprio in compagni di una donna pochi minuti prima della morte. 

L'accusato e la dinamica del delitto

Angelo Gentile è sempre stato l’unico accusato del delitto, nonostante le sue dichiarazioni d’innocenza. I due si conoscevano da tanto: il Caprio aveva prestato infatti diverse migliaia di euro a Gentile. I due si erano sentiti fino a poche ore prima del delitto. Inoltre i filmati delle telecamere di quel 4 novembre ritraggono Caprio entrare nella stradina di campagna a bordo della Dacia Duster seguito dalla Fiat Palio di Gentile alle 14:21. 

Alle 14:37 invece si vede uscire l’84enne. In quel lasso di tempo secondo la tesi della Procura avrebbe sparato al Caprio e poi dato fuoco al corpo nell’auto. Nella casa del Gentile inoltre i carabinieri ritrovavano due fucili da caccia. Gentile ha sempre dichiarato di essere innocente e di conoscere la vittima dal 2002 quando cioè il Caprio gli prestò la somma di 10mila euro la cui ultima rata risale a qualche settimana prima del delitto.