Cala il sipario sulla protesta a Maddaloni: si scioglie il presidio in via Forche Caudine
I mezzi e i tir hanno lasciato la zona dopo quattro giorni di pacifica lotta
MADDALONI – Con il sopraggiungere della sera cala il sipario sulla protesta degli autotrasportatori a Maddaloni.
Si scioglie il presidio
Dal pomeriggio di oggi infatti gli uomini che sono stati giorni radunati in via Forche Caudine, a guardia dei loro mezzi, fermi e spenti, con la pioggia ed il vento, sono risaliti nelle loro cabine per lasciare libero e sgombro il presidio maddalonese.
Con il buio si contano davvero sulle dite i mezzi ancora in sosta negli spiazzi dei vari negozi e bar della zona. Per domani era prevista una manifestazione nella zona dell’Interporto, che a questo punto non sapremo se si svolgerà, e che a questo punto sembra del tutto inutile.
Dalla grande mobilitazione alla fine della protesta
Dopo una mattinata di grande mobilitazione che ha visto gli studenti dei licei maddalonese far visita agli autotrasportatori in protesta da numerosi giorni, in presidio costante nella zona da quattro, nel pomeriggio le cose sono iniziate a cambiare. Su questo hanno sicuramente influito l’accordo raggiunto dal Governo con le associazioni dell’autotrasporto: “Accordo con le associazioni dell'autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri – afferma la premier Giorgia Meloni - Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete" (Fonte Ansa).

Oltre ai 430 milioni già previsti per il credito d’imposta relativo al periodo marzo-agosto 2026, il Governo ha impegnato altri 45,2 milioni per lo stesso periodo ed altri 60 milioni per le spese da settembre ad ottobre. Delle nuove cifre stanziate quindi 105,2 andranno per il comparto tir, 60 milioni per l’agricoltura, e 10 milioni per la pesca.
L’accordo ritrovato non ha certo accontentato tutti gli autotrasportatori e anche a Maddaloni alcuni dei partecipanti alla protesta hanno mostrato la loro volontà a non smuovere i propri mezzi. Alla fine però il presidio a Maddaloni ha cessato la propria attività al calare del quarto giorno di proteste.
Stando a quanto affermato da alcuni autotrasportatori, inoltre, la polizia presente avrebbe anche cominciato ad identificare e controllare gli autotrasportatori presenti.
Un'eredità preziosa per Maddaloni
Finisce dunque qui, per il momento, la protesta che ha acceso l’ambiente maddalonese. Gli autotrasportatori, che hanno cominciato la protesta per il caro carburanti, hanno attirato sin da subito le simpatie della popolazione maddalonese che non ha mancato di dimostrare il proprio sostegno con grandi manifestazione di affetto e di vicinanza. La scintilla accesa dagli autotrasportatori è divampata in poco tempo anche perché ha trovato una cittadinanza stanca del caro vita, costretti a fare i conti con un aumento vertiginoso dei prezzi dovuto a situazioni internazionali. Ha trovato poi il sostegno delle nuove generazioni, di quei studenti che chiedono al Governo di investire di più nella scuola e meno in armi. Maddaloni in questi giorni si è trasformata in una fucina di vitalità sociale, dove la rabbia e il malcontento di una grave crisi polisettoriale si è fusa con gesti di pacifica dimostrazione di civiltà. Maddaloni ha vissuto l’esperienza di esser città viva ed impegnata a lottare le battaglie che la coinvolgono.
E’ questa forse l’eredità più preziosa che, come un dono speciale, dobbiamo proteggere e ricordare.