CURTI - Dopo sei mesi dall’evento tragico continuano le indagini per ricostruire la dinamica della morte del maresciallo dei carabinieri Giovanni Sparago di Curti di soli 25 anni. Intanto oltre alla Procura della Repubblica di La Spezia, indaga anche la Procura Militare presso il Tribunale Militare di Verona dove i genitori del maresciallo casertano dei carabinieri, hanno presentato, personalmente, qualche mese fa un’articolata denunzia relativa a presunte vessazioni subite in passato dal loro figliolo da parte di personale militare con lui all’epoca in servizio. 

L’analisi sulla pistola di Giovanni: si cercano tracce biologiche

Ora il Pubblico Ministero della Procura di La Spezia, la dott.ssa Monica Burani, delegata a svolgere le indagini sulla morte di Giovanni Sparago, e titolare del fascicolo d’indagine, accogliendo la richiesta degli avvocati Gaetano e Raffaele Crisileo che rappresentano la famiglia del sottufficiale deceduto, ha fissato la data per il prossimo 10 novembre per gli accertamenti tecnici irripetibili, relativi al repertamento e alle analisi volte alla ricerca di eventuali tracce biologiche presenti sulla pistola "Beretta" appartenuta in vita al maresciallo Giovanni Sparago; ha poi disposto l’analisi balistica non solo dell'arma, ma anche del bossolo e dell'ogiva repertati accanto al cadavere, al fine di verificare se l'ogiva e il bossolo siano appartenuti a una cartuccia esplosa dall’ arma in questione appartenuta a Giovanni. Gli accertamenti verranno eseguiti (come detto il 10 novembre prossimo) presso la Direzione Centrale per la Polizia Scientifica e la Sicurezza Cibernetica - Servizio Polizia Scientifica, Sezione Forense Divisione V e della Sezione di Indagini Balistiche della Divisione IV di Roma. Ù

Nominati i consulenti di parte

Gli avvocati Crisileo, per conto della famiglia (del papa’ e della mamma) di Giovanni Sparago, hanno nominato consulenti di parte - per partecipare alle operazioni tecniche - il dott. Ugo Ricci, genetista e dottore di ricerca universitario nonche’ il dott. Paride Minervini, ex ufficiale superiore dell’Esercito, noto esperto balistico; ambedue i consulenti sono di fama nazionale e collaboreranno con i consulenti della Procura per la ricerca della verita’ e sciogliere l’annoso mistero che avvolge la morte del povero maresciallo dei Carabinieri Giovanni Sparago. 

L’ipotesi dell’istigazione al suicidio

In buona sostanza, come è noto, si procede per istigazione al suicidio. Invero resta il mistero da chiarire: se si tratta di un mero atto di autolesionismo del giovane sottufficiale ( inspiegabile secondo i genitori )  oppure se trattasi di una ipotesi di istigazione al suicidio a seguito di atti di mobbing e vessazioni psicologiche posti in essere ai danni di Giovanni oppure ancora ed infine se trattasi di un omicidio meramente colposo dovuto a un scherzo da caserma finito tragicamente. I dubbi da sciogliere restano tanti a distanza di ben sei mesi dal tragico evento. Intanto gli avvocati Crisileo hanno chiesto al Pubblico Ministero di integrare il quesito degli accertamenti programmati per il 10 novembre con questa ulteriore analisi che ritengono assolutamente indispensabile: si tratta in poche parole di disporre espressamente anche la ricerca, l'eventuale repertamento e l'analisi delle impronte papillari presenti sulla pistola Beretta di Giovanni ai fini della loro possibile identificazione e comparazione. Si attende per i prossimi giorni la risposta - del magistrato spezzino - all’istanza inviata dall’avv. Crisileo. 

La ricostruzione

Per la cronaca Giovanni Sparago era in servizio alla Stazione Carabinieri di Borghetto Vara, a pochi chilometri da La Spezia in Liguria, ed è morto il 18 aprile scorso presso il Comando Provinciale di La Spezia dopo un breefing svolto in quella caserma. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di La Spezia titolare dell’inchiesta - la dott.ssa Monica Burani - nei mesi scorsi ha sentito personalmente il padre e la madre del sottufficiale deceduto. Intanto i genitori nelle more hanno avanzato una nuova ed urgente richiesta di essere ascoltati personalmente (e non in forma delegata) dal Pubblico Ministero per fornire ulteriori elementi utile alle indagini e a tal proposito è stata inviata richiesta in tal senso da parte degli avvocati della famiglia Sparago. Infatti i genitori, a distanza di sei mesi dall’evento luttuoso, attendono di essere nuovamente convocati personalmente (e non in forma delegata) dal Pubblico Ministero perchè avrebbero reperito materiale nuovo e utile per il proseguimento delle indagini. Gli ulteriori spunti investigativi in possesso del papà e della mamma di Giovanni -  se riscontrati, oltre a confermare l’ipotesi delittuosa di una possibile e verosimile istigazione al suicidio o addirittura di un omicidio colposo potrebbero arrivare ad individuare anche degli indagati che potrebbero essere i responsabili del reato ipotizzato in corso di accertamento o di altri reati che potrebbero emergere.

La relazione dei Ris

Il Pubblico Ministero di La Spezia, intanto, ha ricevuto la relazione dei RIS Carabinieri di Parma che hanno analizzato elettronicamente i tamponi sequestrati nel corso dei rilievi scientifici effettuati, nell’immediatezza del fatto, e hanno rilevato eventuali residui. La relazione è stata chiesta e ottenuta dai genitori del giovane maresciallo Giovanni. E’ emerso che le particelle dello STUB ritrovate sul giovane sono veramente minime. Solo otto!!!! Cio’ potrebbe aprire diverse prospettive di investigazione e possibile nuove ipotesi di indagine che potrebbero portare a risultati inaspettati. 

La copia della perizia autoptica

Intanto gli avv. Crisileo hanno chiesto e ottenuto la copia della perizia autoptica eseguita il 23 aprile scorso sul corpo di Giovanni e il consulente medico legale di parte della famiglia Sparago il prof. Silvestro Mauriello (ordinario di Medicina Legale all’Università Tor Vergata di Roma ) e la prof. Katia Sartori ( criminologa e docente universitaria a. c. in Scienze Forensi ) stanno preparando delle note controdeduttive per mettere in evidenze delle criticità riscontrate e cercare di dare una propria chiave di lettura al fine di chiarire la causa e la dinamica della morte di Giovanni Sparago: elementi che, allo stato, non si riescono ancora a spiegare da un punto di vista tecnico e logico. Tanto necessita anche per consentire al perito balistico di parte degli Sparago il dott. Paride Minervini di Siena di redigere una propria relazione da depositare al pubblico ministero in cui porre l’accento sui tanti dubbi  e perplessità sulla dinamica dell’accadimento. Nelle more è stata depositata la copia forense dei supporti informatici di proprietà di Giovanni Sparago da parte della consulente della Procura la tecnica informatica Silvia Spallarossa e anche in questo caso i consulenti di parte della famiglia Sparago il dott. Luca De Gregorio e il dott. Salvatore Filograno ( in corso di nomina ) stanno esaminando la relativa copia forense per redigere anch’essi delle osservazioni in seguito a delle criticità che essi hanno riscontrato rilevato nell’elaborato della Spallarossa. In un quadro del genere si spera di recepire elementi di assoluta novità per giungere alla chiave di svolta della vicenda accaduta il 18 aprile scorso: la morte di Giovanni Sparago negli uffici del Comando Provinciale di La Spezia.