"Giovani in Comune", zero fondi al Casertano. D'Agostino: "Siamo una generazione frammentata"
Il commento del presidente dell'associazione di volontariato "Wake up uagliù"
AVERSA (Ettore Cantile) - C'è tanta amarezza nell'intervento che ha fatto tramite i social Armando D'Agostino, giovane presidente dell'associazione di volontariato Wake up uagliù.
Zero fondi al Casertano
Il riferimento sono i fondi regionali destinati alle attività giovanili. Zero fondi in provincia di Caserta, e nessun Comune casertano finanziato. Nove ammessi ma non finanziati per mancanza di risorse. E torna una domanda: quanto stiamo davvero investendo sulle nuove generazioni? C’è un dato che, più di qualsiasi dichiarazione, merita una riflessione: nessun comune della provincia di Caserta è tra quelli finanziati dal bando regionale “Giovani in Comune”.
Ammessi senza copertura economica
Nello specifico, i nove Comuni ammessi ma privi di copertura economica sono:
Sant’Arpino
Succivo
San Potito Sannitico
Casapesenna
San Cipriano d’Aversa
Cesa
Roccamonfina
Carinaro
Ailano
Su 104 Comuni, nessun Comune della provincia di Caserta risulta tra quelli finanziati. Nove invece, risultano ammessi ma non finanziati per mancanza di risorse. È un dato importante perché il bando regionale nasce con un obiettivo preciso: rafforzare i Forum giovanili degli enti locali e favorire la partecipazione dei giovani alla vita istituzionale e alle politiche giovanili.
La stessa Regione Campania, lo diciamo testualmente, definisce i Forum giovanili strumenti fondamentali per coinvolgere le nuove generazioni nella vita dei Comuni e per collegarle al Forum regionale dei giovani. Ed è proprio per questo che il risultato della provincia di Caserta merita una riflessione seria.
La denuncia di D'Agostino
"Appena un mese fa, afferma D'Agostino - una delegazione di giovani espressione dei movimenti e delle organizzazioni politiche giovanili del territorio casertano ha incontrato l’assessora regionale alle Politiche giovanili, Fiorella Zabatta. In quell’occasione è stato presentato un dossier nel quale veniva evidenziata una situazione che conosciamo bene: pochi Forum giovanili, pochissimi realmente attivi, poche iniziative promosse dai Comuni e una partecipazione istituzionale ancora troppo debole.
Quella delegazione ha avuto il merito di portare il tema all’attenzione della Regione. Ma proprio perché si è parlato della condizione dei giovani casertani, una domanda è inevitabile: come possiamo rendere questa rappresentanza sempre più ampia e inclusiva?" Accanto ai giovani impegnati nelle organizzazioni politiche esiste un mondo altrettanto importante: associazioni, Forum, gruppi civici, studenti, volontari e tanti ragazzi che ogni giorno si impegnano nei propri territori senza necessariamente avere un’appartenenza politica. Perché sulle politiche giovanili nessuno dovrebbe sentirsi escluso. "Ci sono i giovani - continua il giovane presidente- dei partiti, quelli delle associazioni, quelli dei Forum, quelli impegnati nel sociale e quelli che semplicemente cercano il proprio spazio nella società. Sono mondi diversi, ma potrebbero diventare una forza comune."
Un incontro istituzionale è utile se produce conseguenze concrete. Una fotografia, un comunicato o un dossier hanno senso se diventano il punto di partenza per un percorso. Altrimenti rischiano di rimanere soltanto una passerella. E questa non è una critica rivolta a qualcuno o a qualcosa. Ma è una riflessione più generale. E’ possibile che una generazione intera non riesca ancora a trovare il modo di mettersi insieme e chiedere, con una voce sola, strumenti, opportunità e risposte concrete alla politica comunale, provinciale e regionale.
Gli otto Comuni casertani ammessi ma non finanziati per mancanza di risorse dimostrano comunque che una parte del territorio ha provato a partecipare. Ed è proprio per loro che sarebbe importante capire se esistano margini per recuperare risorse e non disperdere progetti che hanno superato la fase di ammissibilità.
Ai giovani della provincia chiediamo soprattutto una cosa: perché facciamo ancora così fatica a metterci insieme? Perché questa è forse la questione più importante. Abbiamo una generazione piena di energie, competenze e idee, ma troppo spesso frammentata.
