SAN FELICE A CANCELLO/MADDALONI – I disagi e le conseguenze della protesta degli autotrasportatori contro il caro carburanti si iniziano a far sentire nei vari comparti della filiera commerciale.

Gli effetti sull'agroalimentare

Uno dei settori più colpiti in tal senso è quello dell’agroalimentare. Molti produttori ed imprenditori del settore agricolo che aveva raccolto numerosi prodotti da immettere sul mercato si trovano con le celle piene e con frutta e verdura che iniziano a maturare, con il rischio, senza un intervento risolutore, di dover gettare via i propri prodotti, risultato di mesi di lavoro e di sacrificio.

La testimonianza di un imprenditore agricolo

E’ un po' ciò che sta avvenendo ad un imprenditore agricolo di San Felice a Cancello, Umberto Nuzzo, specializzato nella produzione di cachi, e socio della “Giovani Coltivatori Società Agricola srl”.

Da quanto scrive Umberto in un post non c’è alcun astio verso le proteste degli autotrasportatori: “È giusto scioperare, e le ragioni di chi protesta sono più che legittime. Il diritto di far sentire la propria voce va rispettato” scrive Umberto in un post. 

Il rischio concreto

Al contempo resta però l’esigenza di ascoltare e tener conto anche di chi sta subendo gli effetti di questo sciopero che rischia di veder andare in fumo mesi e mesi di lavoro: “Ma chi pensa a noi produttori? Io sto perdendo i miei kaki, un raccolto che rappresenta mesi di lavoro, sacrifici e investimenti. Un frutto che non aspetta, che ha i suoi tempi e che, se non viene raccolto e venduto al momento giusto, rischia di andare perso.

Rispetto le ragioni dello sciopero, ma mi chiedo: chi tutela il lavoro di chi rischia di vedere andare in fumo, in pochi giorni, i sacrifici di un’intera stagione? Chi ci risarcisce dei danni subiti? (abbiamo prodotto con le spese quasi raddoppiate)

I diritti di tutti non dovrebbero trasformarsi nella perdita di altri. Perché dietro ogni prodotto agricolo ci sono persone, famiglie, spese e tanto lavoro. E anche noi meritiamo ascolto e rispetto”.