MADDALONI – Un progetto che vuole essere non solo un’opera di sensibilizzazione sul tema della violenza sulle donne e nei rapporti d’amore, ma anche uno studio psicologico e sociologico sul modo di pensare delle nuove generazioni.

E’ questa l’essenza di “Solo Mia: quando finisce un amore”, l’iniziativa avviata tra i licei e gli istituti superiori di Maddaloni su impulso dell’assessore alla Pubblica Istruzione Annarita Santangelo. 

Il primo incontro

Nei giorni scorsi si è già svolto un primo incontro al Liceo Scientifico “Nino Cortese” di Maddaloni con gli studenti coordinati dalla professoressa Pina Desiato. Presenti all’appuntamento era presente il dirigente scolastico prof. Marcellino Falcone, l’assessore Santangelo, la redattrice e coordinatrice del progetto dott.ssa Maria Carmela Inverno, e la dott.ssa Antonella Petrozzino che ha introdotto i ragazzi al tema del progetto. Gli studenti coinvolti dovranno svolgere il ruolo di peer educator ovvero giovani capaci di parlare ad altri giovani, utilizzando linguaggi condivisi per promuovere relazioni sane, rispetto reciproco e consapevolezza.

Il progetto: obiettivi e strumenti

Ma, come dicevamo, il progetto è molto più vasto e strutturato. Il titolo della ricerca infatti è “Relazioni affettive adolescenziali: tra gelosia, possesso e violenza di genere. Percezioni, esperienze e segnali di allarme tra i giovani”. L’obiettivo principale è quello di rilevare la diffusione di atteggiamenti possessivi, di gelosia ossessiva, di controllo digitale e di violenza tra gli adolescenti (compreso l’impatto dei social). Il campione su cui avviare la fase di ricerca è quello degli adolescenti compresi nella fascia tra i 14 e i 19 anni del territorio di Maddaloni. La ricerca si baserà prevalentemente su 500 questionari e 50 interviste in profondità (45-50 minuti) ai ragazzi. A portare avanti questa fase di raccolta di dati ed esperienza saranno 30 co-ricercatori, individuati tra gli stessi studenti. Al progetto partecipano tutti i licei di Maddaloni. Il prodotto finale sarà un report scientifico completo che rappresenterà la fotografia dell’impatto della problematica sulla società giovanile con la conseguente pubblicazione su una rivista scientifica.

“I ragazzi in prima linea”

“È un progetto che ho scelto di sostenere perché credo sia fondamentale prevenire la violenza di genere partendo dai più giovani – ha dichiarato l’assessore Annarita Santangelo - Non i soliti incontri in cui sono gli adulti a parlare ai ragazzi, ma un percorso in cui sono proprio i ragazzi a essere formati per sensibilizzare i loro coetanei.

Perché è importante imparare a riconoscere che la gelosia non è amore, il controllo non è premura e il possesso non è una dimostrazione di affetto.

A volte, dietro atteggiamenti che vengono giustificati come segni del “tenerci davvero”, si nascondono dinamiche che possono ferire, limitare la libertà e diventare forme di violenza. Educare al rispetto, riconoscere i segnali e imparare a costruire relazioni sane…la prevenzione comincia anche da qui”.