antica cittadella
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Immagine di repertorio
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CASERTA -  Dalla spensieratezza all'incubo di non riuscire a tornare a casa, tra voli cancellati, liste d'attesa ballerine, allarmi droni, spese extra e nessun aiuto dal proprio Stato. E' l'odissea vissuta da tre turisti casertani, Tommaso Grandinetti, Gaetano Caprio e Cesare Panaro, tornati finalmente in Italia dopo giorni di forte preoccupazione. 

L'odissea

I tre erano volati il 18 febbraio in Thailandia per una vacanza su un'isola distante cinque ore di navigazione da Phuket, e avrebbero dovuto far ritorno il 6 marzo. Solo che nel frattempo, il 28 febbraio, Usa e Israele hanno dato il via al conflitto con l'Iran e il sistema internazionale dei voli è andato in tilt. Panaro racconta la vicenda: "Nessuno dalla Farnesina ci ha dato una mano. Ero iscritto al sito italiani nel mondo ma nei vari aeroporti in cui sono passato non c'era un banco di informazioni, o qualche dipendente di Ambasciata o Consolato che si sia fatto vivo, specie per i tanti ragazzi rimasti bloccati e impauriti". "Il 6 marzo mattina - racconta - dovevamo prendere un volo Ethiad da Phuket fino ad Abu Dhabi, e qui imbarcarci per Roma, solo che il volo è stato cancellato, quindi riprogrammato per l'8 marzo e di nuovo annullato; solo il 10 mattina, con l'aeroporto strapieno di turisti ansiosi e preoccupati per l'incertezza, ci hanno inserito in una lista, e dopo 4-5 ore siamo riusciti ad imbarcarci per Abu Dhabi; qui abbiamo passato la notte in albergo, con almeno 3-4 allarmi apparsi sui cellulari per l'arrivo di droni, e la mattina dell'11 siamo andati in aeroporto. La scalo, enorme, era quasi vuoto, essendo partiti nel frattempo quasi tutti i turisti. C'erano appena 3-400 persone, e ricordo tante giovani coppie di fidanzati terrorizzati; anche ad Abu Dhabi ci hanno inserito in una lista, quindi è suonato un allarme droni e ci hanno spostato tutti in un bunker al centro dell'aeroporto senza finestre. Dopo diverse ore e dopo che sono stati abbattuti alcuni droni, l'allarme è cessato". 

Uno rimasto a terra

L'odissea dei tre è proseguita, visto che a prendere il volo per Roma sono riusciti solo Grandinetti e Caprio, mentre Panaro, causa posti esauriti sull'aereo, è rimasto a terra. "Rimasto solo ero nervoso e sotto stress - ricorda Panaro - il volo successivo per Roma era dopo due giorni, il 13, ma ovviamente non c'era certezza che il volo vi fosse. L'operatrice al banco del check-in mi ha quindi prenotato un volo per Milano il giorno dopo, 12 marzo, ma forse perché mi ha visto molto provato, mi ha indicato la presenza di un volo immediato per Madrid; non ci ho pensato due volte, mi sono imbarcato per la Spagna, dove sono arrivato dopo otto ore e mezzo di volo. A Madrid non ho trovato stanze libere in albergo e ho dormito in aeroporto, quindi ieri mi sono imbarcato per Roma e da qui sono arrivato via bus a Napoli". Per i tre c'è stata una spesa extra di 4mila euro, ma al di là dei soldi, ciò che resta è "l'abbandono in cui ci siamo sentiti come italiani".