Il dolce tipico della Pasqua in Terra di Lavoro: la famosa pigna casertana
La pigna richiede non solo la conoscenza della ricetta generalmente tramandata da nonna a figlia e nipote, ma tanta attenzione
CASERTA – E' un dolce che celebra la morte e la resurrezione di Cristo, non va confuso con il casatiello dolce napoletano, e ha un sapore aromatico e un profumo intenso, una consistenza meno morbida dal colore ambrato. E' la pigna di Pasqua, lievitato antico della tradizione della provincia casertana, ormai sempre piu' raro.
Una ricetta tramandata da generazioni
Difficilmente lo si trova in pasticcerie e ancor meno nelle case. La pigna richiede non solo la conoscenza della ricetta generalmente tramandata da nonna a figlia e nipote, ma tanta attenzione, pazienza per i tempi lunghi e capacita' di riconoscere il momento giusto per infornare. C'e' poi da difficolta' aggiuntiva della cottura che un tempo era fatta con il forno a legna. La preparazione assomiglia a un rito, in se' e' gia' una forma preghiera. Gli ingredienti sono in genere quelli di casa e soprattutto fatti in casa. Si inizia a conservare le uova fresche di cui e' ricco, poi col preparare il criscito, almeno tre giorni prima dell'impasto, e una volta uniti tutti gli ingredienti, tra i quali non puo' mancare la sugna, che andrebbe preparata anch'essa in casa, bisogna mettere a riposo le pigne, facendo in modo che restino sempre al caldo e a temperatura costante. Il punto di lievitazione per la cottura in forno puo' arrivare anche dopo 72 ore. Una lunga attesa che e' comunque ben ripagata dal profumo che invade la casa e dalla lunga durata del dolce, che puo' mantenere fino a 40 giorni e che sembra maturare sapore man mano che il tempo passa, come se l'impasto continuasse ad assorbire l'aroma dei liquori utilizzati: imprescindibili anice e rhum. Il sapore intenso del dolce compatto, che ha la forma di un piccolo panettone raffermo, e' esaltato dalla glassa di zucchero bianca decorata da confettini multicolore. La pigna che qualcuno chiama anche pigna di tarallo, va mangiata rigorosamente a Pasqua.
La curiosità
E a questo e' legata anche una storiella che si tramanda di famiglia in famiglia, inventata per i bambini che provavano a prenderne un pezzo dalla credenza prima del tempo. A loro veniva detto che se si tentava di mangiare la pigna prima della resurrezione, si trovava dentro un serpente.
