MADDALONI - Il consiglio comunale del 30 maggio 2024, avente come unico punto all’ordine del giorno l’approvazione del PUC, ha scritto una pagina nella storia della città. I protagonisti di questo atto politico potranno dire con orgoglio di essere stati presenti e di aver contribuito a dare l’avvio alla Maddaloni che sarà.

Una lunga attesa

Per la prima volta, dal secondo dopoguerra, a Maddaloni è il consiglio comunale ad approvare il PUC. Tutti i precedenti, compreso l’ultimo, risalente a ben 35 anni fa, nel 1989, erano stati approvati da commissari. Un percorso, quello conclusosi ieri, iniziato nel 2008. Il PUC è stato approvato con voto unanime di tutti i consiglieri: per le  votazioni dei vari ambiti si sono allontanati i consiglieri comunali che presentavano  incompatibilità. In sostanza un voto politico di approvazione unanime.

Il Consiglio

Il consiglio è stato introdotto dal vicesindaco Nicola Corbo, in qualità di assessore ai Lavori Pubblici, che ha illustrato in maniera chiara e dettagliata gli aspetti tecnici del PUC, definendolo “un PUC scritto con i piedi, perché solo percorrendo la città strada per strada si può conoscere, osservare, verificare e studiare eventuali alternative”. Il lungo ed articolato discorso del sindaco Andrea De Filippo è stato esaustivo da tutti i punti di vista: politico, tecnico, di opportunità e prospettive future. I ringraziamenti dovuti e doverosi a tutti gli attori di questo strumento urbanistico che vede la Maddaloni di domani sostenibile, con un centro storico da recuperare e ripopolare, e con aree dedicate allo sviluppo economico, sono stati da introduzione all’intervento del primo cittadino. In primis all’arch. Romani Bernasconi che ha seguito la progettualità con perizia e competenza, a tutti i tecnici che hanno collaborato a vario titolo, all’amico Franco La Spina e a Salvatore Cardillo, esempio illuminato di sindaco che ha amministrato Maddaloni.

consiglio comunale maddaloni
La seduta

L'intervento di De Filippo

Riportiamo qui uno stralcio del suo intervento:

“Oggi, per la prima volta nella storia dal secondo dopoguerra, a Maddaloni, un consiglio comunale approva uno strumento urbanistico. Questo PUC abbandona la logica della pianificazione, retaggio del passato, favorendo la concertazione e la compartecipazione, che vede insieme pubblico e privato per realizzare una città più sostenibile. Oggi la politica dà l’avvio ad un percorso dinamico, di rinnovamento, fornendo gli strumenti per uno sviluppo complessivo. Toccherà poi ad imprenditori, associazioni professionali e di categoria, ai cittadini cogliere le diverse opportunità per la crescita economica, sociale e culturale della città tutta. Questo consiglio comunale può essere fiero della pagina di storia che sta scrivendo. Con l’approvazione di questo PUC non ci sarà spazio per le speculazioni e si tenderà la mano alle fasce più deboli, impedendo che questa città venga saccheggiata. Si è tenuto conto  dello sviluppo logistico funzionale sia alla creazione di posti di lavoro che alla crescita del PIL, del recupero del centro storico e della sostenibilità anche dal punto di vista della mobilità. “

Gli intervenuti per le dichiarazioni di voto  hanno messo in evidenza le innumerevoli difficoltà e rallentamenti che si sono avuti e hanno dato merito al sindaco De Filippo, che con la sua sagacia, perseveranza e lungimiranza, unitamente agli staff tecnici progettuale e comunale, non si è mai arreso riuscendo a guardare lontano anche in contraddizione ed in controtendenza alle aspettative di privati e/o aziende.  Questi ultimi hanno avuto modo di esplicitare le loro osservazioni, accolte laddove non inficiavano le linee guida dell'intero PUC. Un PUC che punta a preservare il verde cittadino, a recuperare e riconvertire il patrimonio abitativo attuale senza impegnare zone nuove di verde con ulteriori insediamenti abitativi che ad essi non erano già espressamente dedicati. Un PUC che intende dare certezze urbanistiche ad insediamenti produttivi futuri oltre a rendere competitivi e logisticamente validi e sostenibili quelli già autorizzati. Un’ attenzione particolare è stata data alla riconversione di aree produttive dismesse: il PUC, una volta approvato, prevede in queste aree  opifici artigianali, aree ad uso pubblico e  poli di interesse sociale e culturale.