CASAPESENNA – Pagamento degli stipendi e diverse cose che non tornano. Sono questi gli interrogativi sollevati nelle scorse ore dal gruppo d’opposizione “Rinnoviamo Casapesenna”.

Lo stipendio non pagato

Al centro dei dubbi dei consiglieri c’è la ditta che si occupa del servizio di igiene urbana sul territorio comunale, la società “Angel”. Uno dei punti principali di queste azioni poco chiare è la vicenda del pagamento degli stipendi di agosto: “Sono quindici persone. Ogni mattina passano davanti a casa nostra, raccolgono i nostri rifiuti e tengono pulito il paese. Ad agosto, però, non hanno ricevuto lo stipendio – si legge in una nota del movimento - Lo dice un atto del Comune, firmato il 16 ottobre: l’azienda che gestisce il servizio non ha pagato i lavoratori e il Comune ha deciso di pagarli direttamente, scalando la somma da quanto deve all’azienda. È una misura prevista dalla legge ed è giusta per i lavoratori. Ma solleva domande a cui, finora, nessuno ci ha risposto.

Dal dicembre 2025 il servizio di igiene urbana è gestito dalla società “Angel”, subentrata a quella che aveva vinto l’appalto. Per questo servizio il Comune paga ogni mese circa 72 mila euro, Iva compresa.

Per lo stipendio di agosto, il Comune ha deciso di pagare direttamente ai quindici lavoratori poco meno di 28 mila euro, scalandoli dalla fattura di luglio. Le cose che non tornano”.

Gli altri dubbi

Oltre alla questione dello stipendio di agosto però, “Rinnoviamo Casapesenna” apre la luce su alcuni aspetti poco chiari. Il più importante è quello di un ipotetico, per il momento, provvedimento della magistratura nei confronti della società: “Leggendo gli atti, ci sono quattro punti che chiediamo di chiarire.

Il 9 ottobre il Comune ha disposto il pagamento all’azienda dell’intera fattura di maggio, oltre 71 mila euro, scrivendo che il servizio è stato svolto regolarmente. Due giorni prima aveva avviato la procedura per i lavoratori rimasti senza stipendio, ma nell’atto non c’è alcun cenno.

In questi giorni circolano notizie su un provvedimento della magistratura che riguarderebbe la società che gestisce il servizio. È una misura cautelare e nessuno è stato condannato: non vogliamo dare nulla per scontato. Ma gli atti del Comune non ne parlano. Il Comune lo sa? Che cosa intende fare?

Quando la società è subentrata, il Comune ha avviato dei controlli sulla sua affidabilità, anche antimafia. A giugno, sette mesi dopo, ci è stato risposto che erano ancora in corso. Da allora, silenzio.

Dal 20 maggio chiediamo di vedere le carte dei pagamenti e di sapere se all’azienda sono state applicate penali. Cinque mesi dopo abbiamo avuto una risposta parziale: alcuni documenti, ci hanno detto, non esistono; sulle penali si sta ancora verificando”.

Servizio non sempre efficiente

Ai dubbi da chiarire, si aggiungono gli episodi di un servizio che non sempre sembra essere all’altezza: “Chi gira per il paese negli ultimi giorni lo vede: sacchi lasciati sui marciapiedi, cestini stracolmi, sfalci non ritirati. Abbiamo documentato diverse situazioni con delle fotografie. Non sappiamo se sia una conseguenza di quanto raccontato sopra, ma i cittadini pagano la TARI e hanno diritto a un servizio che funzioni.

Abbiamo scritto al Sindaco, che ha la delega all’igiene urbana, con copia al Segretario comunale e al Prefetto di Caserta, chiedendo una risposta scritta entro dieci giorni. Le domande sono semplici:

Chi pagherà gli stipendi di settembre e ottobre, e con quali soldi? Il Comune sapeva dell’inchiesta e che cosa ha fatto? I controlli sull’azienda sono finiti? Con quale esito? Il servizio che paghiamo è davvero quello promesso? Sono state applicate penali? Che cosa succede se il servizio si ferma?

Non vogliamo fare polemica sulla pelle di nessuno, tantomeno dei lavoratori. Vogliamo che siano pagati, che il paese sia pulito e che i cittadini sappiano come vengono spesi i loro soldi. Se non arriveranno risposte, chiederemo un Consiglio Comunale dedicato, perché il confronto sia pubblico”.