Svolta nel processo per spaccio, giovane se la cava con pena sospesa
Il gip ha accettato la derubricazione proposta dalla difesa dell'avv. Librace: la sentenza
CASERTA - Si è concluso con una significativa vittoria della strategia difensiva il processo a carico di Marcello Riccio, il giovane di Caserta Vecchia (CE) arrestato nel luglio scorso a Caserta con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di cocaina.
La decisione del Gip
Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott. Giuseppe Zullo, ha accolto la tesi prospettata dall'Avvocato Angelo Librace, riqualificando l'ipotesi iniziale di spaccio "ordinario" nella fattispecie più lieve prevista dal quinto comma dell'art. 73 D.P.R. 309/90. Grazie a questa derubricazione, il giovane è stato condannato alla pena di un anno di reclusione ed 800 euro di multa, con il beneficio della sospensione condizionale della pena.
La vicenda e il blitz a Casolla
I fatti risalgono al 23 luglio 2025, quando i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Caserta, a seguito di una segnalazione confidenziale, organizzarono un posto di blocco in via Rossetti, nella frazione Casolla. Alla vista dei militari, il giovane, che viaggiava a bordo di una Fiat 500 L insieme a un conoscente, aveva mostrato segni di forte nervosismo. Nonostante un iniziale tentativo di resistenza e una "diatriba" con gli operanti durata diversi minuti, il giovane aveva infine consegnato un marsupio contenente cinque involucri di cocaina (per un peso netto di 2,75 grammi) e la somma di 140 euro in contanti.
La tesi della difesa
L’Avvocato Angelo Librace ha puntato con decisione sulla scarsa offensività della condotta, evidenziando il quantitativo limitato di sostanza stupefacente rinvenuta. Una tesi che ha convinto il Giudice, il quale ha riconosciuto come il fatto rientrasse pienamente nei parametri della "lieve entità", trattandosi di una condotta riconducibile al cosiddetto "piccolo spaccio". Determinante per la concessione della sospensione della pena è stata l'incensuratezza dell'imputato e la sua giovane età. Contestualmente alla sentenza, il giovane, grazie all’attività difensiva dell’avv. Angelo Librace è riuscito ad ottenere anche l'inefficacia della misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla P.G. a cui era ancora sottoposto, nonché la restituzione dei telefoni cellulari sequestrati.
