Maria emblema della maternità, ai Salesiani Marilena Lucente con il suo “Madri liberate, liberanti”
Il confronto sul tema tra l’autrice e docente ed il prof. don Roberto Spataro per il primo giorno del MayFest
CASERTA – Maria emblema della maternità. Non si tratta solo di una deduzione di carattere religioso, o semplicemente di una frase molto spesso utilizzata quando si fa riferimento alla Madonna, ma più concretamente dell’essenza su cui si basa il MayFest, la serie di eventi nel mese mariano, il mese di maggio, con cui l’Istituto Salesiano Sacro Cuore di Maria di Caserta celebra la Madre di tutte le madri.
L'evento
E’ come si poteva inaugurare una simile rassegna se non con un appuntamento che avesse al centro il concetto di maternità e la figura di Maria di Nazareth. I due filoni si intrecciano e danno forma ad un interessante tela di sensazioni, pensieri e considerazioni nel volume che è stato analizzato nel pomeriggio di ieri nella chiesa del santuario dell’Istituto Salesiano: “Madri liberate, liberanti”, scritto a quattro mani da Marilena Lucente e da Antonia Chiara Scardicchio. Un folto ed interessato pubblico ha assistito ad un interessante chiacchierata che ha coinvolto una delle autrici, la docente e scrittrice Marilena Lucente, il sacerdote e professore dei Licei dell’Istituto Salesiano, don Roberto Spataro, e la docente dello stesso Istituto Sara Iodice, che ha fatto anche da moderatrice.
L'apertura
Ad aprire l’appuntamento è stata proprio la prof.ssa Iodice che ha ricordato il significato del MayFest che nella sua prima giornata ha accolto questo incontro sul mistero mariano. Dopo aver presentato gli ospiti, la moderatrice ha annunciato al pubblico la tematica generale del libro: “Il testo, con estrema sensibilità e lucidità , rimanda a storie di azioni subite- oppressioni, vincoli e condizionamenti- e di una trasformazione avvenuta che è ancora in fase di avanzamento. Perché è in quel viaggio di trasformazione che avviene la liberazione. Da qui parte la storia di tutti, donne e uomini: da una ferita che se liberata, può diventare liberante. Come esorta il Cardinale arcivescovo di Napoli Domenico Battaglia nella prefazione queste pagine non sono rivolte a chi “conosce già Maria o crede di averla già vista, per chi la conosce in figurina o in una teca” qui Maria di Nazareth è interlocutrice vivente che siede al medesimo convivio ed è convocata dalle autrici come Donna non solo come madre”.

L'intervento dell'autrice
Ha preso poi la parola l’autrice Marilena Lucente che ha risposto alle domande della prof.ssa Iodice. La Lucente è partita ovviamente dalla genesi del libro: “Si tratta di un volume a doppia firma. La mia compagna d’avventura, Antonia Chiara Scardicchio, ha riflettuto sulla sua esperienza di maternità legata alla disabilità mentale della figlia (autismo). Un insieme di pezzi scritti negli anni. Arrivata alla soglia dei 50 anni ha sentito la necessità di scrivere una lettera alla Vergine Maria chiedendosi se anche Maria si fosse mai sentita sbagliata come madre. Da questa domanda parte la mia risposta e la mia parte di scrittura”. La prof.ssa Lucente ha tracciato nel suo intervento un sistema di riferimenti storici e letterari sulla figura di Maria, cercando di trarla fuori dal contesto unicamente religioso e tentando di sottolineare la potenza della sua figura femminile. Marilena Lucente ha riportato alcune curiosità che hanno di sicuro fatto ragionare il pubblico presente in chiesa. Una di queste è sicuramente il fatto che nei Vangeli Maria parli in maniera diretta solo sei volte; oppure ancora come negli scambi di parole con Gesù, almeno fino alla morte sulla croce, sia presente un rapporto mediamente conflittuale (come ad esempio quando Gesù si perde nel tempio oppure alle nozze di Cana). La Lucente, come docente di storia, ha cercato di riportare all’attenzione dei presenti la figura di Maria come donna del suo tempo che ha vissuto il suo tempo e che, come essere umano, non può non essere stata invasa dai dubbi legati al poderoso compito che è stata chiamata a compiere evidenziando anche la naturalezza sul porsi domande su Maria come donna, scostata quindi per un attimo dalla sua connotazione religiosa: “Maria è una donna unica al mondo, non c’è nessun altra religione che ha una figura del genere. Chi è questa donna? Ancora dopo tanti anni abbiamo ancora voglia di conoscerlo”.

Il confronto
Dopo l’intervento della scrittrice, il microfono è passato al sacerdote e docente don Roberto Spataro. Dopo essersi complimentato con l’autrice per il volume che ha definito “un libro di antropologia in cui le autrici hanno parlato di Maria proiettando i propri pensieri sulla Madonna”, don Roberto ha fatto riferimenti ad alcuni scritti religiosi importanti per quanto riguarda gli studi mariani: lo scritto di San Paolo VI “Marialis Cultus”, “una lettera per il rinnovamento della pietà mariana”; segue poi la lettera “Mulieris dignitatem” di San Giovanni Paolo II, in cui il pontefice si pone la domanda su quale dimensione, tra quella maschile e quella femminile, abbia il primato. “Ovviamente la risposta è semplice – spiega don Roberto – La donna ha il primato del dono. Le madri liberanti sono quelle che costruiscono la propria esistenza all’insegna del dono”. L’ultimo riferimento esposto da don Roberto si collega all’opera del compianto don Tonino Bello, conosciuto come il “vescovo dei nostri giorni”, che indica appunto Maria come madre dei nostri giorni. “Senza ridurre la sublimità di Maria Santissima, ha portato la Madonna nella vita quotidiana dei credenti”.

Don Roberto ha poi evidenziato, elencando anche una serie di riferimenti all’interno del testo, come la Madonna continui ad essere fonte di ispirazione per gli artisti: “La Madonna ispira sempre l’arte perché è la donna della bellezza. Gli artisti a confronto della Madonna trovano sempre una fonte di ispirazione”.
Le battute finali
Il confronto e il dibattito sul tema del libro, è stato intervallato da alcuni momenti musicali ed artistici. A scandire i vari interventi sono state le voci della maestra Maria Grazia De Luca e dell’alunna del Liceo Classico dei Salesiani Silvia Cava, accompagnati dalla chitarra del maestro Umberto Santoro che hanno eseguito brani inerenti al tema dell’incontro come “Amazing Grace”, “A Modo Mio” di Elisa, “Tre Madri” di Fabrizio de André, e l’”Ave Maria a cappella a due voci”. Spazio anche all’arte con una mostra dei disegni dal tema mariano realizzati dagli alunni delle scuole dell’Istituto, e con un video curato dalla professoressa Alessia Mandato con le illustrazioni delle allieve Alessia Cervone, Carla Mezzullo, Emilia Saltalamacchia.

A chiudere l’evento, organizzato e promosso dal professore Pierluigi Casadei, è stato il direttore dell’Istituto Salesiano di Caserta don Antonio D’Angelo che ha evidenziato l’importanza di un confronto ed un focus sulla figura di Maria per aprire la consueta manifestazione del MayFest.

