"Second Life" dell'imprenditore maddalonese Antonio di Nuzzo premiata ad "Imprese Stellari"
L'azienda ha ottenuto il premio "Estella" nell'ambito del Festival "Città Spettacolo" di Benevento
MADDALONI – Un successo, un’affermazione imprenditoriale che travalica i confini provinciali quella di “Second Life”, l’azienda dell’imprenditore maddalonese Antonio di Nuzzo.
Lo scorso 27 agosto infatti questa bella realtà imprenditoriale è stata premiata nella quarta edizione del Premio “Imprese Stellari 2026” nell’ambito del Festival “Città Spettacolo”, che si è svolto a Benevento e che è stato organizzato dalla Confindustria sannita.
Il riconoscimento
“Second Life” ha infatti ottenuto il premio speciale “Estella” per “la visione illuminata e l’impegno concreto nel promuovere un modello d’eccellenza, di cooperazione internazionale, fondato sull’Economia Circolare, sul trasferimento tecnologico e sulla tutela ambientale”. Un riconoscimento che sottolinea il buon lavoro dell’imprenditore maddalonese Antonio di Nuzzo.
La missione di Second Life
L’impresa è specializzata nel settore del recupero e del riutilizzo di rifiuti tessili. Da tre generazioni, Second Life recupera scarpe, borse ed abiti dismessi trasformandoli e rimettendoli poi sul mercato sia in Italia che in giro per il mondo.
Attraverso un processo all’avanguardia che punta molto sulle competenze di esperti selezionatori si riescono a recuperare ben il 95% dei prodotti che arrivano in azienda. Tutto questo avviene in diverse: dopo la separazione, la selezione, l’igienizzazione dei prodotti e, se necessario, la riparazione. Al termine di queste fasi il prodotto viene rimesso sul mercato. Una vera e propria seconda vita. Dal 2019 l'azienda afferma di aver recuperato più di due milioni di chilogrammi di rifiuti tessili, oltre 7 milioni di pezzi a fine ciclo vita. Uno dei mercati prediletti dal flusso dei prodotti di Second Life è sicuramente l’Africa Occidentale
L’obiettivo non impossibile di Second Life è quello di arrivare al recupero totale del prodotto, riuscendo a colmare quel rimanente 5% che purtroppo è rappresentato da alcuni elementi di scarto.
