VITULAZIO – L’ambizione di una comunità si misura anche attraverso la capacità di oltrepassare i propri confini geografici, trasformando il sentimento di appartenenza in un’opportunità concreta di riconoscimento, valorizzazione e crescita.

Prende forma da questa concezione dell’impegno istituzionale l’iniziativa del sindaco Antonio Scialdone, la cui Giunta ha approvato una deliberazione finalizzata a richiedere formalmente a Rete Ferroviaria Italiana e al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti la modifica dell’attuale denominazione della stazione ferroviaria di Capua in «Capua-Vitulazio».

La proposta

Una proposta che trascende il significato puramente toponomastico, assumendo i contorni di un disegno amministrativo rivolto a conferire maggiore visibilità al paese, inserendone stabilmente il nome in uno snodo della mobilità frequentato quotidianamente da viaggiatori, pendolari e visitatori.

L’obiettivo è consolidare la riconoscibilità della realtà vitulatina, favorendone la proiezione verso un pubblico più ampio e creando ulteriori occasioni per promuovere le eccellenze locali, il tessuto produttivo e le molteplici espressioni del patrimonio culturale.

Particolare rilievo assume, in tale contesto, la tradizione dei festeggiamenti in onore di Maria Santissima dell’Agnena, testimonianza di una devozione profondamente radicata nella storia cittadina e capace di rappresentare un significativo elemento di attrazione religiosa e sociale.

Leggere la comunità

Per Antonio Scialdone, governare non significa limitarsi all’amministrazione dell’esistente, ma interpretare le aspirazioni collettive, individuare nuovi orizzonti e perseguire traguardi capaci di lasciare un’impronta duratura nella vita pubblica.

Persino concetti come ambizione e vanità, frequentemente associati alla ricerca di protagonismo individuale, acquistano una diversa dignità quando vengono ricondotti al desiderio di vedere la propria terra affermarsi, ottenere considerazione e conquistare il ruolo che merita.

Non la celebrazione di chi esercita una funzione pubblica, dunque, bensì l’orgoglio di contribuire all’autorevolezza della collettività rappresentata, attraverso scelte coerenti con gli impegni assunti davanti agli elettori.

 

La deliberazione costituisce il primo passaggio di un iter che richiederà le valutazioni degli organismi competenti, senza che l'esito possa considerarsi acquisito. Resta, tuttavia, il valore di un'iniziativa che testimonia la volontà dell'Amministrazione di ricercare nuove possibilità, anche laddove il risultato non sia immediato o scontato.

Nella visione del primo cittadino, la politica conserva la propria credibilità soltanto quando sa distinguersi dalla rappresentazione fine a sé stessa, privilegiando la serietà delle responsabilità, la concretezza delle decisioni e il rispetto delle aspettative affidate dai cittadini.

A questa impostazione si accompagna una particolare sensibilità verso le nuove generazioni, chiamate a raccogliere l’eredità di una realtà che intende custodire le proprie radici senza rinunciare alle sfide della modernità.

Un ulteriore strumento di promozione

L’eventuale denominazione «Capua-Vitulazio» rappresenterebbe, pertanto, non soltanto un riconoscimento simbolico, ma anche un ulteriore strumento di promozione nell’ambito di una strategia più ampia, orientata a rafforzare relazioni, opportunità economiche e attrattività.

Il messaggio politico e istituzionale appare inequivocabile: Vitulazio non intende accontentarsi delle posizioni raggiunte, ma aspira a costruire una dimensione sempre più autorevole, dinamica e consapevole delle proprie potenzialità. Una prospettiva nella quale il senso più autentico del mandato amministrativo coincide con la capacità di consegnare a chi verrà un paese migliore di quello ricevuto, facendo dell’identità una risorsa, dell’intraprendenza un metodo e del futuro una responsabilità condivisa.

Vitulazio al centro, i vitulatini protagonisti: non un semplice slogan, ma il principio ispiratore di un percorso che guarda oltre il presente, con la determinazione di trasformare l’orgoglio delle proprie origini in una promessa di progresso.