CASAL DI PRINCIPE - È cominciata con una messa la giornata del ricordo di don Peppe Diana, parroco della chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe ucciso dalla camorra 30 anni fa, il 19 marzo 1994. La messa è stata celebrata nella sua chiesa alle 7.30, luogo e ora in cui è avvenuto l'omicidio. La giornata proseguirà con un corteo di studenti che, partendo da piazza Villa, giungerà al cimitero di Casal di Principe dove si terrà la manifestazione finale con la lettura dei nomi delle vittime innocenti della criminalità alla presenza di don Luigi Ciotti.  

La dichiarazione 

“La chiesa, con don Giuseppe Diana, è stata pioniera nella lotta alla camorra. Le istituzioni devono essere attive nel tramandare la memoria di chi è morto difendendo un ideale di libertà, di democrazia e cittadinanza che don Peppe ha difeso fino alla morte”. Così, il presidente del Consiglio della Regione Campania Gennaro Oliviero a margine della celebrazione della messa che si è svolta nella chiesa di San Nicola di Bari a Casal di Principe questa mattina all’alba, nello stesso orario in cui trent’anni fa i sicari della camorra fecero irruzione nel luogo sacro nel giorno della festa del papà, uccidendo il sacerdote mentre si apprestava a dire messa. Durante la celebrazione è stato letto da don Franco Picone un messaggio di papa Bergoglio. 

don diana

Il tesoro del sacrificio di don Peppe

“Papa Francesco ci ha invitati a seguire la strada tracciata da don Peppe coltivando il sentiero della giustizia. Parole di significato immenso. Io credo che il valore della democrazia si coltivi con atti di coraggio, ma sventurata è la terra che ha bisogno di eroi, diceva Bertold Brecht – ha continuato Oliviero – per questo dobbiamo fare tesoro del sacrificio di chi si è opposto al predominio malato della camorra e, come istituzioni, dobbiamo fare il modo che il fiore morto sia seme per il futuro della democrazia, come ci ha insegnato don Peppe riprendendo passi del Vangelo. Il tutto, nel rispetto della Costituzione e delle istituzioni, a cominciare da quelle più vicine. L’insegnamento di don Diana è proprio questo: lo Stato siamo noi”.