La morte di Sofia, papà Fabio a "Storie Italiane": "Bisogna evitare tragedie come la mia"
L'intervento a Rai Uno, Bassetti: "C'è bisogno di maggiore attenzione, l'allergia è una cosa grave"
MADDALONI – Continua ad essere al centro delle cronache nazionali il caso della morte di Sofia di Vico, la 15enne di Maddaloni deceduta giovedì sera ad Ostia mentre era al ristorante con le compagne di squadra in seguito ad uno shock anafilattico.
Il padre Fabio a Storie Italiane
Questa mattina il padre di Sofia, Fabio di Vico, è stato ospite a “Storie Italiane” il programma di Rai Uno condotto da Eleonora Daniele. Il padre era collegato dal palazzetto dello sport di Maddaloni, dove si allenava e giocava Sofia, in compagnia del coach Giovanni Monda
“Sofia amava questo sport, amava questo gruppo di ragazze, amava questa famiglia del basket – ha dichiarato Fabio - Sofia lunedì festeggiava la vittoria del campionato su questo parquet. Sabato quando l’abbiamo riportata a Maddaloni, il ostro primo pensiero è stata falla passare a salutrare il palazzetto che tanto amava. Sofia era consapevole, ha sempre partecipato a tutte le festicciole tra ragazzi e partecipava senza mangiare perché voleva stare serena mentalmente: se non fosse stata sicura, lei non avrebbe mai mangiato
Le parole del coach: “Sofia ha mangiato un menù diverso, come comunicato”
Anche il coach Giovanni Monda ha ribadito che il ristorante era stato avvisato, come sempre avveniva, dell’esigenza di un menù diverso: “Noi abbiamo comunicato più volte sia precedentemente tramite mail, sia poi sul posto la sera prima. Sotto questo profilo, avevamo estrema consapevolezza della problematica. Sofia ha mangiato un menù diverso dalle compagne di squadra. Noi ed il papà siamo stati sempre accorti.

L'obiettivo di papà Fabio
L’inviato del programma ha anche annunciato la notizia della probabile mancanza del rianimatore sulla prima ambulanza. Nel frattempo, in attesa degli esiti dell’inchiesta, papà Fabio ha ben chiaro cosa deve fare: “Il mio obiettivo, visto che ero padre di una sola ragazza, è sensibilizzare affinché certi episodi non si verifichino più. Basta superficialità, basta sciocchezze, bisogna lavorare seriamente e soprattutto col cuore. Anche gli stessi giornalisti, che stanno dando notizie talmente false; anche la notizia dell’adrenalina, ma chi l’ha detta. C’è chi parla di giustizia, chi l’ha mai detto. Noi vogliamo sapere la verità, questo è il nostro obiettivo, questo farà rivivere mia figlia. Il resto sono sciocchezze. Bisogna evitare che altre tragedie possano colpire famiglie come la mia”.
Il parere del prof. Bassetti
Dopo le parole del papà di Sofia, in studio hanno preso la parola alcuni esperti come il dottor Bassetti che è intervenuto in merito alla necessità di una maggiore attenzione nei ristoranti e sulla differenza tra intolleranza ed allergia. “Bisogna chiamare le cose con il giusto nome. Io ho sentito parlare di intolleranza e di allergia, sono due cose diverse e spesso facciamo questo grave errore di confonderle. L’intolleranza è una cosa che si gestisce, l’allergia è un fatto gravissimo, provoca uno shock anafilattico per il quale c’è bisogno di un intervento molto urgente. Condivido totalmente le cose dette dal padre. Tutti dobbiamo lavorare con maggiore professionalità. C’è una sottovalutazione di questo fenomeno nel mondo della ristorazione. C’è bisogno di alzare il livello qualitativo della ristorazione e della conservazione. Uno che ha un’allergia rischia di morire. Bisogna stare molto attenti, soprattutto nel settore della ristorazione dove abbiamo visto tanti casi. Ne va della vita delle persone. Bisogna alzare l’asticella qualitativa. La differenza che c’è tra un’intolleranza e un’allergia è che nell’intolleranza ci vogliono grandi quantità, per un’allergia basta una contaminazione, come ad esempio utilizzare gli stessi mestoli, le stesse pentole e roba varia. Nei ristoranti bisogna pensare che nella cassetta del pronto soccorso ci siano anche farmaci salvavita come l’adrenalina”.
