Omicidio fratelli Marrandino, il procuratore chiede la conferma dell'ergastolo per il killer
Avanzato anche l'isolamento diurno per tre anni: si torna in aula per una settimana

CESA – E’ stata pronunciata oggi nella prima sezione della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, con presidente Rosa Anna Saraceno, la requisitoria del procuratore generale Maria Aschettino in merito al processo per l’omicidio dei fratelli Claudio e Marco Marrandino uccisi a colpi di pistola il 15 giugno 2024 in via Astragata nei pressi dello svincolo per la Nola-Villa Literno.
La richiesta del procuratore
Nel suo intervento, il procuratore ha chiesto la conferma della sentenza di primo grado e cioè l’ergastolo per il killer Antonio Mangiacapre ed in più l’isolamento diurno per tre anni. La stessa richiesta è stata avanzata dai legali delle parti civili ovvero gli avvocati Luigi Ponziello e Dario Carmine Procentese. Si tornerà in aula fra una settimana per l'intervento dei difensori
La ricostruzione
La scena si svolse sotto gli occhi di una pattuglia dei carabinieri, che intervenne, con Mangiacapre che puntò la pistola contro i militari e con il capopattuglia che esplose due colpi senza colpirlo; ne nacque un inseguimento ma Mangiacapre riuscì a dileguarsi per poi essere fermato alla clinica Pineta Grande di Castel Volturno, dove si era recato dicendo essere stato colto da malore. Amara soddisfazione per l'avvocato di parte civile Dario Carmine Procentese (con lui anche il penalista Luigi Poziello), secondo cui "in un Paese civile questa sentenza era l'unica che potesse essere data a Mangiacapre, ma ciò non riporta indietro Claudio e Marco, miei amici, soprattutto Marco, che era anche avvocato come me; e i suoi figli resteranno senza un padre", conclude il legale.
