antica cittadella
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NAPOLI/CASERTA -  Il mondo dello sport piange la scomparsa di Giovanni Fanello, indimenticato protagonista del calcio italiano tra gli anni cinquanta e sessanta, morto a Roma la notte il 5 luglio all'età di ottantasette anni. 

La carriera

Conosciuto affettuosamente come il fornaretto di Pizzo per via del prezioso aiuto che offriva al padre nell'attività di famiglia prima di correre agli allenamenti, ha rappresentato per decenni un autentico vanto per l'intera comunità. Nato il 21 febbraio 1939 a Pizzo, la sua parabola sportiva prese il via proprio indossando la maglia della compagine locale. Le doti del giovane attaccante non sfuggirono agli osservatori del Catanzaro, società che lo tesserò nel 1958. Fu il preludio al grande salto: nel 1960 venne ingaggiato dal Milan. Successivamente fu concesso in prestito all'Alessandria, nel campionato cadetto, dove Fanello disputò una stagione con ventisei marcature su trentotto sfide giocate. Numeri che convinsero il Napoli a puntare su di lui. 

La vittoria con il Napoli

All'ombra del Vesuvio visse un periodo esaltante, sollevando la Coppa Italia nell'annata 1961-1962 e rimanendo legato alla squadra partenopea fino al 1965, con una parentesi in prestito al Catania nella stagione 1963-1964. Dopo aver nuovamente vestito i colori della squadra etnea, nel 1966 approdò al Torino, per poi trasferirsi alla Reggiana, dove militò con continuità dal 1967 al 1970. A Roma difese i colori della Tevere e della Fortitudo, per poi concedersi un'ultima, suggestiva avventura oltreoceano nel 1973, in Canada, con la maglia del Toronto Italia. Di rilievo, inoltre, anche il capitolo legato alla nazionale: nel 1960 Fanello venne convocato dall'Italia Olimpica, con la quale scese in campo in due occasioni e mise a segno un gol.