Falsi titoli di servizio per gonfiare i punteggi per le scuole pubbliche: chiuse le indagini
In totale sono 23 gli indagati: sono accusati di truffa e falso ideologico
CASERTA – Si chiudono l’indagini preliminari portate avanti dalla Procura di Napoli Nord, coordinata dal pm Giovanni Corona, su un presunto sistema basato su false certificazioni rilasciate per ottenere incarichi nelle scuole pubbliche.
Le accuse e gli indagati
Al momento nell’indagine sono coinvolte 23 persone tra aspiranti agli incarichi nel personale Ata e i gestori dei centri. I reati di cui sono accusati sono truffa ai danni dello Stato e falsità ideologica e materiale. Si attende ora il possibile rinvio a giudizio. I 23 sono: Adriana Accarino, Filomena Bellopede, Cinzia Delle Curti, Arianna Lopaldi, Giuseppe Famoso, tutti di Marcianise, Luigi Cavagnuolo e Salvatore Comparone di Casaluce, Bruno Ciocio di San Marcellino, Luigi Esposito di Cervinara, Giuseppe Faenza di Santa Maria Capua Vetere, Giuseppe Felaco di Frignano, Angelina Lombardi, Luigi Marino, Elvira Mauriello e Caterina Oliva, anche loro di Santa Maria Capua Vetere, Maria Martino di Casal di Principe, Pasqualina Mastroianni di Portico di Caserta, Alberto Restituto di Frignano, Caterina Tartaro di Marcianise, Maria Tavoletta di Villa Literno, Alexandra Testa di Gioia Sannitica, Michele Valentino di Capodrise e Antimo Verde di Sant’Antimo.
Il sistema
Stando agli inquirenti il sistema di basava sul rilascio di attestazioni false relative ad impieghi mai svolti presso le scuole paritarie. I falsi titoli di servizio servivano ad ottenere un punteggio maggiore, e quindi un probabile impiego, nelle scuole pubbliche nel personale di terza fascia Ata. I fatti contestati sono avvenuti tra il 2021 ed il 2025 ed interessano diversi comuni tra Napoli e Caserta.
