antica cittadella
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Immagine di repertorio
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AVERSA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa dei consiglieri d’opposizione di Aversa Mauro Baldascino, Mario De Michele e Marco Girone.

“Il progetto presentato dal Comune di Aversa per la riqualificazione del bene confiscato di via Madonna dell’Olio è arrivato ultimo tra tutti i progetti non finanziati in Regione Campania. 

Ultimo non per un dettaglio, non per una penalizzazione marginale. Ultimo per incapacità della Giunta comunale. 

Una vicenda emblematica

La vicenda di via Madonna dell’Olio è emblematica. Su un intervento strategico dal valore sociale altissimo, destinato ad accogliere minori e donne vittime di violenza, il Comune ha mostrato tutta la propria fragilità: incapace di costruire una proposta credibile, incapace di attivare reti, incapace di dimostrare come quel bene sarebbe stato realmente trasformato in un servizio per la comunità.

Ma ciò che rende questa bocciatura ancora più grave è il contesto in cui si inserisce. Perché ad Aversa esistono diversi immobili già disponibili, alcuni dei quali da tempo ristrutturati, che restano chiusi senza alcuna giustificazione plausibile. È il caso dell’appartamento di via De Chirico destinata ad ospitare l’Ufficio di piano dell’Ambito: uno spazio pronto, completato da circa due anni, che dovrebbe accogliere funzioni istituzionali fondamentali per il sistema dei servizi sociali e che invece è chiuso.

Allo stesso modo, l’immobile di via Gramsci, ristrutturato da circa un’anno e destinato a finalità sociali, è bloccato, senza tempi certi e senza una visione chiara. 

L'accusa all'amministrazione

È qui che emerge il nodo politico più evidente: non è solo un problema di risorse, ma di capacità. La Regione ha premiato progetti costruiti su reti territoriali, su percorsi di co-progettazione, su modelli di gestione sostenibili, che altrove fanno diventare i beni confiscati centri di servizi, presìdi di legalità, spazi di inclusione. Ad Aversa, tutto questo semplicemente non c’è. Il Terzo Settore, che in altri territori rappresenta il motore di queste esperienze, è rimasto ai margini. Ad Aversa, questi immobili continuano a essere occasioni mancate, simboli svuotati di significato. 

Non c’è legalità dove i beni confiscati diventano monumenti all'inefficienza. Quando un bene confiscato resta chiuso, lo Stato perde due volte: la prima contro la criminalità organizzata, la seconda contro la burocrazia di questa amministrazione.

Vi è una responsabilità politica piena! Perché lasciare inutilizzati beni già pronti, presentare progetti inadeguati e rinunciare a costruire reti territoriali non è un incidente: è una scelta, che diventa un fallimento che non possiamo tollerare”.