antica cittadella
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MADDALONI – Si accende il dibattito politico a Maddaloni. Anche se le elezioni comunali sembrano lontano, e forse nemmeno tanto, ad alimentare il confronto sono le dichiarazioni del segretario del Pd Filomena Roberti.

Spunta l'idea liste civiche

In una nota stampa la segretaria calatina punta il dito contro il consigliere regionale di Maddaloni Vincenzo Santangelo che avrebbe dichiarato di essere favorevole alle liste civiche per le prossime elezioni: “Devo ammetterlo: la politica riesce ancora a sorprenderci. Leggo che il consigliere regionale Vincenzo Santangelo, dopo l’esperienza in Italia Viva e oggi esponente di Fratelli d’Italia, sarebbe favorevole alle liste civiche per le prossime amministrative.

E viene quasi spontaneo chiedersi: civiche rispetto a chi? Perché se a invocare il civismo è chi siede in Consiglio regionale rappresentando un partito politico, qualcosa, almeno sul piano della logica politica, non torna. Sia chiaro: non ho nulla contro le liste civiche. Tutt’altro.

Le liste civiche hanno un senso quando sono realmente espressione della società civile: professionisti, associazioni, giovani, lavoratori, imprenditori, persone impegnate nel sociale e cittadini che decidono di offrire idee e competenze alla propria comunità. Possono accompagnare i partiti, arricchire una coalizione e aprire la politica a esperienze nuove. Ma se la lista civica viene costruita, promossa o benedetta dagli stessi esponenti dei partiti, allora più che civismo rischia di sembrare un simbolo di partito al quale è stata semplicemente tolta l’etichetta.

E qui nasce il paradosso. Alle regionali si chiede il voto per il partito. Alle politiche si difende il partito. Alle europee si fa campagna per il simbolo del partito. Poi arrivano le comunali e, improvvisamente, diventiamo tutti civici”.

Un civismo stagionale

Una formula magica per nascondere le reali appartenenze. In questo modo viene letta la costituzione di liste civiche a Maddaloni: “Una sorta di civismo stagionale: compare in prossimità delle amministrative e scompare appena si chiudono le urne. Forse dovremmo smetterla di utilizzare la parola “civico” come una formula magica capace di cancellare appartenenze, percorsi e responsabilità politiche.

Non c'è nulla di male nell'appartenere a un partito. Io appartengo al Partito Democratico e non sento alcuna necessità di nasconderlo. Il simbolo che rappresentiamo significa assumersi una responsabilità davanti agli elettori, nel bene e nel male. E proprio per questo trovo singolare che siano esponenti politici, con ruoli istituzionali conquistati attraverso la politica organizzata, a riscoprire continuamente la necessità di contenitori civici.

Le liste civiche non possono diventare il parcheggio delle ambizioni personali, né il modo più comodo per costruire alleanze impossibili da spiegare sotto i simboli ufficiali. E soprattutto non possono trasformarsi nello strumento attraverso il quale si tenta di garantirsi una candidatura o una poltrona senza assumersi fino in fondo la responsabilità politica delle proprie scelte”.

Manca il coraggio

Una posizione completamente diversa quella del partito democratico: “Abbiamo già vissuto una stagione nella quale il civismo poteva rappresentare una risposta alla scomparsa dei partiti dai territori. Oggi, invece, assistiamo a qualcosa di decisamente più curioso: i partiti ci sono, i loro rappresentanti pure, ma qualcuno preferisce presentarsi senza simbolo. Quasi come se il problema della politica fosse il logo sulla scheda elettorale e non la credibilità di chi chiede il voto. Noi pensiamo esattamente il contrario.

Vogliamo dialogare con il mondo civico vero, aprire le porte alle competenze e costruire alleanze con chi vuole impegnarsi per Maddaloni senza necessariamente avere una tessera di partito. Ma una cosa è coinvolgere la società civile. Altra cosa è travestire la politica da società civile. Perciò basta con le scuse.

Se siamo esponenti di partito, abbiamo il coraggio di presentarci come tali. Se vogliamo costruire una coalizione, diciamo chiaramente quali forze politiche la compongono. Se vogliamo coinvolgere il civismo, lasciamo che a rappresentarlo siano davvero i cittadini. Perché continuando così, alle prossime amministrative rischieremo di avere decine di liste civiche e, curiosamente, nemmeno un civico”.