antica cittadella
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Immagine di repertorio
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CASERTA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa della sezione provinciale di Caserta di Sinistra Italiana.

“722,50€ al mese è il costo di un posto letto in uno studentato nella provincia di Caserta, oltremodo finanziato con i fondi PNRR. A Caserta il diritto allo studio è trasformato in rendita, in quanto gli studentati realizzati con risorse del PNRR sono affidati a un soggetto privato del comparto alberghiero. Un posto in doppia, invece, ne costa 528. 

L'inchiesta

L'inchiesta giornalistica di Chora e Will Media che ha portato il caso in Parlamento ha svelato che il prezzo medio di mercato di una singola in Campania è di 423 euro: la tariffa casertana lo supera del 71% e supera persino di un terzo la media regionale degli studentati PNRR che è già alta (562 euro). Ad Aversa — secondo polo dell'Università Vanvitelli — gli studentati finanziati con lo stesso bando applicano 410 e 595 euro. Un sostegno pensato per abbattere il costo dell'abitare studentesco si rovescia in un sussidio alla rendita immobiliare. Per uno studente significano in media oltre 8000 euro l'anno di solo affitto, prima dei libri, dei trasporti, della mensa.

Interrogazioni parlamentari

L'inchiesta ha messo a confronto le tariffe di trentamila posti letto PNRR con i prezzi di mercato, scoprendo che in 17 regioni su 19 la singola finanziata col PNRR costa più del privato. Sul caso sono già state depositate interrogazioni parlamentari da parte di Alleanza Verdi Sinistra. Già nel 2023, infatti, prevedevamo che il meccanismo di finanziamento ai privati avrebbe condotto a costi tutt’altro che calmierati. Serve trasparenza sulle convenzioni, con la pubblicizzazione dell'atto d'obbligo e delle tariffe realmente applicate ai posti dichiarati "a tariffa ridotta" e ai posti riservati al diritto allo studio, per sapere a quali condizioni vengono spesi 12,4 milioni di euro pubblici. MUR e Cassa Depositi e Prestiti devono accertare se a Caserta sia rispettato l'obbligo del 15% sotto il mercato, usando come riferimento i valori reali del territorio casertano e non medie gonfiate dal capoluogo.

La proposta

La provincia di Caserta dispone di immobili pubblici dismessi ed ex complessi militari rigenerabili: investire sull'edilizia universitaria pubblica nei quattro poli è l'alternativa concreta al sussidio ai privati. Il diritto allo studio nasce per spezzare la dipendenza del merito dal reddito. Se uno studentato pubblico costa più di un appartamento privato, fa il percorso inverso, seleziona per censo, allontana i figli delle famiglie del nostro Mezzogiorno dall'università, e il paradosso è che l'esclusione è finanziata dall'Europa”.