antica cittadella
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CASAPULLA - Si allarga il fronte contrario alla realizzazione del forno crematorio nell’area urbana di Casapulla. Da qualche giorno è attiva una petizione pubblica (https://www.change.org/p/petizione-pubblica-no-al-forno-crematorio-nel-territorio-di-casapulla) promossa da un gruppo di 37 cittadini del comune di Casapulla e dei comuni limitrofi tra Caserta e Santa Maria Capua Vetere, che comprende - tra i primi firmatari - anche parlamentari, europarlamentari e consiglieri regionali del territorio (come Agostino Santillo, Enrica Alifano, Danilo Della Valle e Raffaele Aveta), oltre che professionisti di diversa estrazione (tra cui docenti, medici, ingegneri, avvocati come il professore universitario Antonio Lieto, Luigi Santillo, Antonio Natale, Mària Sorbo, Franco Laudante e Luigi Costanzo dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente) e - più in generale - esponenti delle varie comunità interessate dall’impatto dell’impianto (tra cui il parroco della Chiesa di Sant’Elpidio Vescovo Don Felice Provvisto, la leader dell’attuale opposizione comunale Anna Di Nardo, insieme al suo gruppo consiliare, il generale in pensione e Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana Nicola Belluomo).

La petizione

Tale petizione, a sole 72 ore dal lancio, ha già ricevuto centinaia di ulteriori sottoscrizioni da parte dei cittadini, segno di una preoccupazione diffusa e trasversale che non può essere ignorata. Il messaggio dei firmatari è chiaro: il tema non riguarda la libertà di scelta della cremazione, ma la localizzazione di un impianto di combustione in un contesto urbano denso, vicino ad abitazioni, attività, strutture ricettive e sportive e Comuni limitrofi. «Un forno crematorio non è una semplice struttura cimiteriale. È un tipo di impianto - già dichiarato 'industria insalubre di prima classe' dalla sentenza numero 14 del 3 gennaio 2022 del Consiglio di Stato - che (anche quando dotato di sistemi di ultima generazione) produce emissioni, richiede controlli rigorosi e può incidere sulla qualità dell’aria, sul suolo e sulla salute dei residenti. Prima di procedere servono dati, studi indipendenti e piena trasparenza», dichiarano i promotori della petizione.

La richiesta

La richiesta è rivolta al Comune di Casapulla e agli enti competenti: sospendere l’iter, rendere pubblici tutti gli atti, coinvolgere Asl, Arpac, Provincia, Regione Campania e Comuni confinanti, e aprire un confronto pubblico con i cittadini. La petizione richiama il principio di precauzione, tanto più necessario in assenza di una normativa nazionale organica e aggiornata sui crematori e sui relativi criteri localizzativi. Le emissioni potenzialmente associate a questi impianti - come riportato dal position paper dell’Associazione Italiana di Medici per l’Ambiente - possono includere particolato fine e ultrafine (classificato come elemento cancerogeno certo dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, Iarc), ossidi di azoto, composti organici volatili, metalli pesanti, mercurio, diossine e furani. «La sostenibilità di un’opera di questo genere non può essere misurata sul piano prevalentemente economico. Salute, ambiente, vivibilità e fiducia dei cittadini nelle istituzioni vengono prima di ogni altra valutazione», proseguono gli estensori della petizione. I firmatari chiedono quindi che il progetto non venga trattato come una pratica amministrativa ordinaria, ma come una decisione di forte impatto territoriale, da valutare con rigore scientifico, responsabilità istituzionale e partecipazione democratica. «Casapulla e i Comuni vicini meritano aria pulita, trasparenza e decisioni responsabili. Ora e per il futuro».