antica cittadella
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CAPODRISE – “Una mera trovata elettorale ad elezioni terminate”. Così il consigliere comunale di opposizione Nicola Belardo definisce la candidatura del Comune di Capodrise al bando “Sport e Periferie 2026” per la riqualificazione dell’impianto sportivo di viale Italia, ex Sant’Andrea.

Belardo ripercorre la vicenda che da oltre un decennio tiene chiuso l’impianto e solleva dubbi sulla delibera di giunta numero 7 del 23 giugno 2026 con cui l’amministrazione guidata dal sindaco Vincenzo Negro ha approvato la partecipazione al bando ministeriale.

La vicenda

“Correva l’anno 2012 – ricorda Belardo – si era da poco insediata l’amministrazione Crescente, di cui uno degli esponenti di primo piano era l’attuale sindaco Negro”. Secondo il consigliere, l’impianto fu reso inagibile “con un pretestuoso parere tecnico preordinato dall’allora assessore ai Lavori Pubblici”, nonostante fosse stato “recentemente ristrutturato mediante un prestito concesso da Cassa Depositi e Prestiti di svariate centinaia di migliaia di euro, capitali e interessi interamente restituiti dai contribuenti capodrisani”.

Belardo pone una serie di interrogativi: “Vi pare normale che un lavoro pubblico consegnato circa un anno prima potesse essere così deteriorato in così poco tempo? Chi doveva vigilare e far rispettare le garanzie? Chi doveva intervenire sugli appaltatori?”.

Il consigliere parla poi di un tentativo di “impadronirsi del Sant’Andrea con una bizzarra proposta quasi da concessione perpetua”, bloccato solo dalla nascita di un comitato promotore. “Fu tutto insabbiato – afferma – con tante nuove generazioni costrette a trovare strutture fuori porta”.

Dopo quasi 10 anni, sul finire del secondo mandato Crescente, fu indetto un bando di gara che Belardo definisce “inadeguato in termini di forma e di sostanza”. La procedura venne impugnata al TAR e poi al Consiglio di Stato da un’associazione sportiva dell’area Nord di Napoli.

“Nel mezzo della querelle giuridiziaria – prosegue – l’attuale sindaco divenne primo cittadino e tentò la strada dell’affidamento ad un’associazione del territorio, vittima della sciagurata condotta di quel e, ovvero, di questo sindaco”.

L'affondo

L’affondo arriva sulla recente delibera di giunta numero 7 del 23 giugno 2026. “Si procede a una candidatura con un misero studio di fattibilità corredato da un pessimo computo metrico – denuncia Belardo – indicando una compartecipazione, così come prevista da bando, senza apporre un visto contabile e senza aver concertato la variazione di bilancio prevista per il 10% con l’OSL, l’Organismo Straordinario di Liquidazione da cui dipendono tutte le scelte economiche del nostro ente”.

Da qui il dubbio del consigliere: “Siamo sicuri che le intenzioni portino concretamente alla riapertura dell’impianto? Oppure è una misura farlocca per iniziare a tenere a bada gli esigenti sodali che vorrebbero a tutti i costi battere cassa?”.

Belardo chiude con un avvertimento: “La campagna elettorale è finita, basta prese per i fondelli! È tempo di verità”. E annuncia nuovi controlli: “Nei prossimi giorni sarà mia premura informarvi sulla questione della scuola, ad oggi completamente irrisolta e senza alcuna soluzione sul tavolo”.