CASERTA/CASALUCE – Si sposta a Roma il processo per la presunta frode del Superbonus nel Casertano.

La decisione

Tutto è stato stabilito nel corso della prima udienza avvenuta al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere dove i giudici hanno accolto l’eccezione sulla competenza territoriale disponendo quindi il trasferimento degli atti alla Procura capitolina. 

L'inchiesta e gli indagati

Al centro della vicenda c’è uno studio di commercialisti di Caserta che, stando alle accuse degli inquirenti, avrebbero emesso richiesto per ottenere crediti a fronte di lavori di ristrutturazione ed efficientamento energetico per circa 16 milioni di euro mai eseguiti. Una volta ottenuti, i crediti venivano ceduti a terzi

Tra gli indagati figurano il commercialista casertano Pietro Maciariello, Emilio Martino, Carmine Testa, Felice Iorio, Vito Marantino, Rosaria Funelli, Antonio Sensitivo, Argia Di Vincenzo, Nicola Costantino, Maria Vitiello, Teresa Paladino, Alberto Musto, Franco Palazzo, Giovanni Carandente, Massimiliano Guerriero, Raffaele Augusto e Gisleno Masullo. Sono tutti accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato. Si calcola infatti un danno erariale di circa 5 milioni di euro.

L'episodio

Tra gli episodi al centro dell’inchiesta c’è quello di un edificio a Casaluce per il quale sarebbe stato dichiarato un credito di 805.799 euro poi ceduto per 245.799 euro alla Edil Vitulazio srl. Episodi simili sarebbero stati portati avanti tra Nola, Termoli, e le province di Napoli, Avellino e Salerno.