VITULAZIO - «Un sindaco in profonda difficoltà che è andato in crisi dopo una mia semplice domanda e un presidente del tutto inadeguato a svolgere la funzione di garante dell’assemblea perché succube di Antonio Scialdone». E’ questa l’analisi politica dell’avvocato Melania Russo sul consiglio comunale che si è celebrato l'altro ieri a Vitulazio. 

Le domande

La professionista non si limita alle accuse, ma sostanzia con i fatti le sue affermazioni. «Scialdone è andato in crisi quando gli ho chiesto perché non ha ridotto l’addizionale IRPEF cosa, tra l’altro annunciata da lui in consiglio comunale - ha spiegato Melania Russo - forse perché non aveva previsto la domanda nel copione che ha letto è andato completamente in confusione contraddicendosi in più di una circostanza. Scialdone ha detto che il Comune ha in cassa i famosi 5 6 milioni di euro, ma, allo stesso tempo, ha anche affermato che servono i soldi dell’IRPEF per pagare i debiti. Premesso che i debiti non si pagano con le somme incassate dall’IRPEF delle due l’uno o ci sono i soldi in cassa e quindi non c’è bisogno come dice lui di ricorrere alle somme incassate attraverso l’addizionale o questi soldi non ci sono.

 Mi dispiace di aver compromesso il buon esito dell’esibizione del sindaco alterando il copione ma fortunatamente ha avuto modo di rifarsi nella ‘recita della domenica’ di oggi. Qui il sindaco senza controparte ha potuto mistificare a suo piacimento additando l’opposizione di volersi sottrarre alle responsabilità alla luce della nostra richiesta di rinvio. Sarebbe bastato discutere gli 8 punti inseriti all’ultimo secondo lunedì per permettere a tutta l’opposizione di potersi documentare ed esercitare la propria funzione. Se avessimo discusso lunedì i tempi di attuazione degli atti non sarebbero cambiati visto che comunque gli uffici li lavoreranno lunedì. Noi però avremo potuto avere il tempo per esaminarli… ». 

Le offese

Per Russo la confusione del sindaco è emersa in maniera dirompente con le offese personali che le ha rivolto. «Mettere in dubbio che io sia un avvocato è stucchevole soprattutto da parte sua che si è avvalso della mia professionalità quando ero vicesindaco - ha detto - imbarazzante la pantomima della presidente del consiglio che non solo non ha redarguito il sindaco, ma ha detto di non aver sentito tali offese». Melania Russo è durissima contro la presidente del consiglio Antonietta Carusone. «Le scuse rivolte al sindaco per non avergli concesso la parola quando non ne aveva diritto pronunciate quando l’opposizione è uscita dall’aula certificano la sudditanza di una figura che invece dovrebbe essere di garanzia per l’intero consiglio comunale - ha sottolineato ancora - la totale inadeguatezza si manifesta anche quando la presidente dice di avermi accontentato nel mettere all’ordine del giorno la proposta di rinvio dei punti inseriti all’ultimo secondo, senza alcuna esigenza di scadenze come affermato dalla segretaria comunale. La presidente dimentica che la sua non è una gentile elargizione, ma un dovere istituzionale regolamentato dallo statuto comunale del quale tanto si riempie la bocca, ma di cui forse non ha compreso il senso».