antica cittadella
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CASERTA - Nella giornata di ieri, 08.04.2026, in Napoli si è svolto un importante incontro presso il Consiglio Regionale tra l’Assessore Regionale allo sport Fiorella Zabatta, il Consigliere Regionale Raffaele Aveta e una delegazione casertana composta da Carmela Mucherino, ex assessore alla transizione ecologica del Comune di Caserta, Angelo Trombetti, Rappresentante cittadino del Gruppo Territoriale -  Movimento 5 Stelle di CasertaFrancesco Tescione, attivista del Movimento 5 Stelle e Vice Rappresentante del Gruppo Territoriale Caserta, Roberto Fusciello, Rappresentante del Gruppo Territoriale di Casal di Principe e Italo Crisileo, Consigliere Comunale di Santa Maria Capua Vetere. Presenti, inoltre, rappresentanti delle società sportive che operavano presso lo Stadio del Nuoto provinciale, direttamente colpiti dalla chiusura dell’impianto.

Le infrastrutture sportive in città

Al centro del lungo e approfondito confronto, la drammatica situazione delle strutture sportive nella città di Caserta e le sue drammatiche ricadute sociali ed economiche.

Il quadro emerso è estremamente preoccupante. Caserta vive oggi un vero e proprio “anno zero” dello sport: impianti chiusi, strutture inagibili e attività ridotte al minimo. Non si tratta solo di un problema tecnico o amministrativo, ma di una questione sociale cruciale.

Lo sport rappresenta, come ormai riconosce anche la nostra Costituzione, molto più di una semplice attività ricreativa: è un presidio di legalità, un luogo di educazione e inclusione, uno spazio fondamentale per sottrarre i giovani alla strada e ai rischi della criminalità nonché un presidio sanitario per la salute pubblica. In territori complessi e sensibili come quello casertano, la presenza di impianti sportivi funzionanti è un’esigenza primaria.

Particolarmente grave, come è stato dettagliatamente rappresentato dalla delegazione, è la situazione del polo natatorio. La chiusura dello storico Stadio del Nuoto di via Laviano, ormai da circa un anno, e l’inutilizzo della piscina comunale di Corso Giannone, hanno di fatto azzerato un servizio essenziale per la città. Centinaia di giovani atleti sono stati costretti a spostarsi nei comuni limitrofi, mentre molti altri hanno abbandonato completamente la pratica sportiva.

Le testimonianze dei rappresentanti delle società sportive presenti all’incontro hanno evidenziato un impatto devastante: la chiusura dell’impianto ha prodotto gravi conseguenze economiche per le associazioni, per gli istruttori e per tutti i lavoratori del settore, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa di molte realtà sportive. Allo stesso tempo, si è registrato un danno significativo per l’indotto e per le attività commerciali dell’area, che vivevano anche grazie alla presenza quotidiana di atleti e famiglie.

Lo Stadio del Nuoto

Ma il danno più profondo riguarda l’inclusione. Lo Stadio del Nuoto rappresentava infatti un punto di riferimento fondamentale per i bambini e i ragazzi con disabilità: la struttura era dotata di accessi e discesa in acqua per carrozzine e ospitava attività dedicate, tra cui percorsi specifici per bambini e ragazzi nello spettro autistico. La sospensione di queste attività ha privato numerose famiglie di un servizio insostituibile, capace di coniugare riabilitazione, socialità e benessere psicofisico.

A questo si aggiunge lo stallo del progetto di riqualificazione del PalaVignola, inserito nel programma PRIUS (Programmi di Rigenerazione Integrata Urbana Sostenibile), finanziato con 14,5 milioni di euro, che possono arrivare fino a 18,5 milioni complessivi con premialità, nell’ambito dei fondi FESR Campania 2021–2027. Nonostante la disponibilità delle risorse, il progetto risulta fermo a causa della mancata definizione del DOS (Documento di Orientamento Strategico), atto fondamentale di competenza del Comune di Caserta che consente l’avvio concreto della progettazione e quindi dei lavori. Senza questo passaggio amministrativo, i fondi rischiano di restare inutilizzati, trasformando un’opportunità strategica in un’occasione persa.

Anche il Palazzetto di Tuoro resta in una situazione di forte incertezza, mentre le palestre scolastiche, unico sbocco per le associazioni sportive, risultano ormai sovraccariche e spesso in condizioni strutturali inadeguate.

Le conseguenze sono evidenti: migliaia di ragazzi privati di spazi sani e sicuri dove crescere, socializzare e costruire il proprio futuro. In assenza di alternative, il rischio concreto è che la strada diventi l’unico luogo di aggregazione, esponendo i giovani a fenomeni di marginalità e devianza. 

Necessario un intervento immediato

Per questo motivo, la crisi dello sport a Caserta deve essere affrontata come una vera emergenza sociale. Investire nello sport significa investire nella sicurezza, nella prevenzione, nell’inclusione e nella costruzione di una comunità più forte e coesa.

È necessario un intervento immediato, con tempi certi e responsabilità chiare, per restituire alla città i suoi impianti sportivi e ai giovani — in particolare ai più fragili — un’alternativa reale alla strada. Caserta non può permettersi di perdere un’intera generazione: rilanciare lo sport significa riaffermare concretamente i valori della legalità, dell’inclusione e della dignità sociale. L’incontro, come testimoniato anche dall’Assessore Regionale Zabatta, è da considerarsi non un evento episodico, ma l'avvio di un percorso che, i promotori, sperano possa avere esiti risolutivi.