antica cittadella
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Gli azzurri soffrono, ma portano a casa una vittoria fondamentale ai fini del campionato

 

La storia recente sorride agli azzurri, ma guai a fidarsi. Se si guarda ai precedenti, il Napoli parte con i favori del pronostico: i partenopei hanno costruito una vera e propria tradizione positiva contro il Grifone, perdendo solo una volta nelle ultime venti sfide di Serie A. Tuttavia, Marassi è spesso terreno di pareggi rocamboleschi e sofferti. Il segno "X" è uscito con frequenza preoccupante negli ultimi anni, spesso risultato di rimonte genoane nel finale o di gare bloccate dalla grinta rossoblù.

È la sfida tra la solidità e l'imprevedibilità. Da una parte c'è un Napoli che cerca continuità e si affida ai muscoli di McTominay e alla fame di gol di Højlund; dall'altra un Genoa ridisegnato da De Rossi, che in casa sa trasformarsi, spinto da un pubblico che gioca letteralmente come dodicesimo uomo. Per gli azzurri vincere oggi significherebbe lanciare un segnale fortissimo al campionato: espugnare Genova vuol dire saper soffrire.

Ci sono partite che valgono tre punti e partite che pesano come un'intera stagione. Quella andata in scena oggi allo stadio Luigi Ferraris di Genova appartiene di diritto alla seconda categoria. Genoa-Napoli 2-3 non è stato solo un match di SERIE A, ma un romanzo thriller di novantacinque minuti, un ottovolante emotivo che ha visto la squadra di Antonio Conte passare dall'inferno al paradiso, attraversando il purgatorio dell'inferiorità numerica e dei due errori difensivi, per poi uscire con il bottino pieno proprio quando il destino sembrava aver deciso per il pareggio.

 

Genoa-Napoli: le formazioni ufficiali

GENOA (3-5-2): Bijlow; Marcandalli, Ostigard, Vasquez; Norton-Cuffy, Frendrup, Malinovskyi, Ellertsson, Martin; Vitinha, Colombo.

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Rrahmani, Buongiorno, Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund.

( https://www.fantacalcio.it )

 

Serie A, Genova-Napoli 2-3: Conte gioisce al termine della partita

 

INIZIA LA PARTITA.La gara si apre con lo shock, immediato e brutale. Non sono passati nemmeno tre giri di lancette quando la difesa azzurra decide di complicarsi la vita da sola. Buongiorno, solitamente una garanzia, incappa nella classica "giornata no": un retropassaggio folle mette in crisi Meret, costretto al fallo da rigore su Vitinha. Dal dischetto, l'ex Atalanta Malinovskyi è glaciale: 1-0 Genoa e Marassi che diventa subito una bolgia.

Il Napoli, però, ha il merito di non disunirsi. La reazione è quella rabbiosa delle grandi squadre ferite. Conte urla dalla panchina e i suoi recepiscono: bastano venti minuti per ribaltare una partita. Al 20' arriva il pareggio: su una conclusione violenta di McTominay respinta corta di Bijlow, si avventa come un falco Rasmus Højlund per il tap-in dell’1-1. Il Genoa accusa il colpo e, appena sessanta secondi dopo, crolla. È ancora Scott McTominay, vero trascinatore della prima frazione, a trovare il jolly con un destro chirurgico dalla distanza che vale il sorpasso: 1-2. Sembra l'inizio di una partita in discesa , ma il calcio è a volte assurdo.

La ripresa si apre con una tegola per i ragazzi di Antonio Conte: McTominay resta negli spogliatoi per un problema muscolare (allarme che preoccupa non poco in vista del prosieguo della stagione), ma è in difesa che i fantasmi tornano a palesarsi. Al 57', ancora un'incertezza di Buongiorno spiana la strada a Lorenzo Colombo, che non perdona: diagonale secco e 2-2. Tutto da rifare.

La partita si sporca, diventa una battaglia di nervi. De Rossi ordina ai suoi di alzare il pressing, intuendo le difficoltà psicologiche degli avversari. E la situazione per il Napoli precipita definitivamente al 76', quando Juan Jesus, già ammonito, rimedia il secondo giallo lasciando i suoi in dieci uomini per l'ultimo quarto d'ora.

In quel momento, con l'uomo in meno e lo stadio che spinge il Grifone, chiunque avrebbe firmato per il pari. Chiunque, tranne questo Napoli. Conte ridisegna la squadra, la compatta, e nel recupero succede l'impensabile. Al 94', in pieno recuperoVergara si incunea in area e viene steso. L'arbitro Massa , a seguito di revisione VAR , non ha dubbi: è rigore. Il rigore dato è per STEP ON FOOT.

Sul dischetto, al 95', si presenta ancora Højlund. La palla pesa un quintale, i fischi del Ferraris sono assordanti. Il danese calcia, Bijlow intuisce e tocca, ma la sfera entra lo stesso. È il 2-3

Al triplice fischio Conte esplode in un'esultanza liberatoria. È una vittoria "sporca", sofferta, forse anche fortunata, ma terribilmente importante per rimanere in scia delle prime due squadre milanesi. Il Napoli risponde presente nella corsa al quarto posto, dimostrando di avere quel carattere che spesso conta più della tattica. Il Genoa esce tra gli applausi ma con l'amaro in bocca per un'occasione d'oro gettata al vento. Oggi, al Marassi ha vinto la follia.

 

La sintesi della partita

 

 

Fonte-Youtube-Sky Sport