Botte al figlioletto di soli 37 giorni: condannato il papà. L'uomo è agli arresti domiciliari
Un anno ed un mese di reclusione per Luigi Vino, 38enne di Falciano Del Massico accusato di maltrattamenti ai danni del piccolo Santiago

FALCIANO DEL MASSICO - Un anno e un mese di reclusione per maltrattamenti su un neonato che è il suo figlioletto di appena 37 giorni. E' questa la sentenza emessa dai giudici sammaritani che ha condannato il padre Luigi Vino per le botte al piccolo figlioletto.
Botte al figlioletto di soli 37 giorni: condannato il papà. L'uomo è agli arresti domiciliari
La terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere ha emesso una condanna di un anno e un mese di reclusione nei confronti di Luigi Vino, un 38enne originario di Falciano Del Massico, il papà accusato di maltrattamenti nei confronti del suo neonato, Santiago, di soli 37 giorni.
La sentenza, pronunciata dal presidente Giuseppe Meccariello, con i giudici Anna Sofia Sellitto e Raffaele Ferraro a fianco, ha messo in luce la gravità dei reati commessi ai danni di un bambino così vulnerabile.
Secondo le indagini condotte dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, il giovane padre è stato arrestato dai carabinieri del Reparto Territoriale di Mondragone lo scorso luglio, dopo che la madre di Santiago ha allertato il 118.
Gli operatori sanitari, giunti sul luogo dell'episodio di violenza, hanno riscontrato segni evidenti di maltrattamento: lividi sul volto, lesioni alla lingua e ecchimosi su entrambi i talloni del piccolo. Questi segni, risultato di una violenza inaudita, hanno scosso profondamente la comunità e messo in discussione il concetto di protezione che ogni neonato dovrebbe ricevere.
Un anno ed un mese di reclusione per Luigi Vino, 38enne di Falciano Del Massico accusato di maltrattamenti ai danni del piccolo Santiago
La madre di Santiago, spinta da un atto di coraggio, ha denunciato ciò che il suo compagno di vita aveva fatto al loro figlio, rivelando anche le lesioni subite da lei stessa nel corso della relazione. Le sue testimonianze hanno contribuito a costruire un quadro accusatorio solido, dimostrando che l’imputato, già precedentemente noto alle forze dell'ordine per reati affini, non aveva mai smesso di essere una minaccia per la sua famiglia.
Nel corso del processo, il collegio difensivo ha visto coinvolti tre avvocati: Dario Di Nardo, a difesa di Vino, Gianluca Formisano, per la donna, e Giuseppina Duraccio, nominata tutore di Santiago. Ogni figura legale ha avuto un ruolo cruciale, rappresentando le diverse e complesse dinamiche di questa triste vicenda.
La sentenza definitiva emessa dalla terza sezione del tribunale di Santa Maria Capua Vetere
La sentenza definitiva, purtroppo, non restituirà al piccolo Santiago l’infanzia serena e protetta che avrebbe meritato. Tuttavia, essa rappresenta un passo importante verso la giustizia e la tutela dei diritti dei più piccoli, segnando un chiaro messaggio contro ogni forma di violenza domestica. La speranza è che episodi come questo possano servire da monito e che finalmente si possa costruire una società più attenta e rispettosa delle fragilità.
