Luigi travolto in scooter a Mondragone, la Procura chiede l'aggravante per l'imputato
Si è aperto il processo in Corte d'Assise contro il 48enne: la ricostruzione della Procura
MONDRAGONE – E’ partito in questi giorni il processo per l’omicidio del 16enne Luigi Daniele Petrella, morto il 27 giugno 2025 a Mondragone, che vede come imputato il 48enne del posto Pietro Cascarino, fratello del collaboratore di giustizia Giovanni.
Chiesta l'integrazione del capo d'imputazione
Il processo si svolge in Corte d’Assise al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere presieduta dal Marcella Suma, con a latere Honorè Dessi. Cascarino è accusato di omicidio volontario avendo, stando alla tesi della Procura, urtato volontariamente il motorino sul quale viaggiava il 16enne provocandone la morte.
Il sostituto procuratore Gionata Fiore ha chiesto inoltre un’integrazione rispetto al capo d’imputazione avanzando il riconoscimento dell’aggravante della minore età della vittima. L’avvocato di Cascarino, Luigi Iannettone, ha invece rinnovato la richiesta di giudizio per rito abbreviato che però è stata rigettata. Nel corso dell’udienza sono state ammesse le costituzioni di parte civile avanzate dai familiari del Petrella, rappresentati dagli avvocati Sergio Pisani, Giuseppe Caso, e Filippo Romano. Si torna in aula nel mese di giugno.
La ricostruzione della Procura
Stando alla ricostruzione della Procura, Luigi Daniele Petrella era in sella al suo scooter in via Padule quando è stato travolto da un’auto andando poi a schiantarsi contro un palo della luce. Il 16enne venne portato d’urgenza alla clinica Pineta Grande dove però morì in seguito alle gravi ferite riportate. L’uomo alla guida dopo l’impatto era scappato via. Attraverso i filmati delle telecamere di sorveglianza, i carabinieri risalivano al 48enne Pietro Cascarino, legato al clan La Torre, che veniva arrestato a Perugia.
