Confermato lo scioglimento del Comune: respinto il ricorso di Marino
La sentenza del Consiglio di Stato, Zinzi: "Non meritiamo questa esposizione negativa"
CASERTA – Scritta definitivamente la parola fine sull’amministrazione comunale dell'ex sindaco di Caserta Carlo Marino.
Ricorso respinto
Il Consiglio di Stato, con sentenza n.7723, ha respinto il ricorso presentato dall’ex primo cittadino contro la decisione di scioglimento del Comune adottata dal Ministero dell’Interno. Lo scioglimento diventa in tutto e per tutto definitivo.
I punti della sentenza
Il quadro che emerge dalla sentenza dei giudici della terza sezione del Consiglio di Stato è quanto mai emblematico. Per i togati amministrativi infatti, dalle varie relazioni di polizia, emerge chiara e decisa presenza del clan dei Belforte e dei casalesi con influenze nella gestione dei parcheggi e dei vari lavori stradali.
Altra questione è quella del voto di scambio. Anche su questo la sentenza sottolinea il condizionamento sull’amministrazione da parte di alcuni esponenti politici coinvolti in operazioni di voto di scambio ed in inchieste su imprese vicine alla criminalità locale. In questo caso il collegamento è rivolto alle inchieste che coinvolsero l’ex assessore Massimiliano Marzo e l’ex vicesindaco Emiliano Casale. Stando alla Procura, i due a fronte avrebbero messo in atto uno scambio elettorale, garantendosi voti in cambio di vantaggi per imprese nell’orbita dei clan.
A spingere verso lo scioglimento del Comune, figurano altre criticità come gli incarichi strategici mantenuti sempre agli stessi dirigenti nonostante il coinvolgimento in procedimenti penali, come ad esempio Francesco Biondi, tirato in ballo in inchieste riguardanti la gestione del verde pubblico e dei parcheggi.
Le reazioni del mondo politico
Ovviamente la sentenza del Consiglio di Stato ha attirato le reazioni del mondo politico. Il primo ad intervenire sulla vicenda è stato il parlamentare casertano della Lega Gianpiero Zinzi: “Caserta non merita questa continua esposizione negativa. Dopo lo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche, anche i successivi pronunciamenti della giustizia amministrativa hanno ribadito la gravità di una vicenda che ha segnato l'amministrazione dell'ex sindaco Carlo Marino e che continua a pesare sulla reputazione della nostra città. Ma Caserta non può essere identificata con le responsabilità e le vicende dell'amministrazione Marino e della sinistra. È una comunità fatta di persone perbene, lavoratori, imprenditori, famiglie e giovani che ogni giorno contribuiscono con onestà e impegno alla crescita del territorio". Così Gianpiero Zinzi, deputato e coordinatore regionale della Lega in Campania. "Le responsabilità politiche e amministrative - sottolinea - devono essere affrontate senza ambiguità, ma non possono trasformarsi in una condanna collettiva. A pagare il prezzo di questa vicenda, anche in termini di immagine e credibilità, non possono essere i cittadini che non hanno alcuna responsabilità per quanto accaduto. Caserta merita di voltare pagina, recuperare credibilità e tornare a essere raccontata per le sue energie migliori, non soltanto per le pagine più buie della sua storia amministrativa. La nostra città è molto più di questa vicenda e ha tutto il diritto di guardare al futuro senza continuare a portare il peso degli errori del passato".
“Per noi però cambia ben poco – riferiscono in una nota “Caserta Decide” e “Speranza per Caserta” del Laboratorio Open - Marino sarebbe potuto andare presso qualsiasi tribunale del mondo, il giudizio politico delle forze del laboratorio Open era già ampiamente negativo e quanto sancito dal TAR ad aprile, e oggi dal Consiglio di Stato, conferma su pietra quanto sia stata disastrosa l'intera esperienza dell’ultima amministrazione.
Tutto questo consolida ancor di più la nostra azione nel percorso di grande discontinuità che abbiamo intrapreso anche assieme ad altre forze politiche consapevoli di tale esigenza, e che proseguiremo con tutti i cittadini e le cittadine di buona volontà interessate a una stagione nuova per Caserta.
Auspichiamo che anche il centrodestra e gli altri competitor della prossima campagna elettorale procedano con la stessa impostazione alla creazione delle liste, tenendo fuori una volta e per tutte quella parte di mondo politico, sociale ed imprenditoriale che ha portato il capoluogo nel baratro”.