Sequestro cava Santa Lucia, movimenti chiedono lo stop definitivo dell'attività estrattiva
Per "Caserta Decide" e "Speranza per Caserta" il territorio è saturo e compromesso
CASERTA - Il sequestro della Cava Santa Lucia, frutto della denuncia di associazioni e cittadini, rivela uno scenario inquietante. Le indagini della Procura di Santa Maria Capua Vetere parlano chiaro: quello che doveva essere un progetto di ricomposizione ambientale si sarebbe trasformato, secondo l'accusa, in uno sversamento illecito di oltre 500.000 metri cubi di terre e rocce, materiali da scavo sversati illegalmente in un’area protetta. Come Caserta Decide e Speranza per Caserta, ringraziamo la cittadinanza attiva che, con occhio vigile, ha saputo prevenire l’ennesimo scempio, supplendo alle carenze dei controlli istituzionali.
Le cave devono essere chiuse
Tuttavia, non possiamo limitarci alla cronaca giudiziaria. Questo episodio riaccende il faro su tre questioni politiche urgenti e non più rimandabili. Innanzitutto, fermare una volta e per tutte l’attività estrattiva: Caserta è un territorio saturo e compromesso. Non servono nuove autorizzazioni, ma la chiusura definitiva di ogni sito estrattivo.
Continua la vigilanza dei due movimenti
Difesa delle norme urbanistiche: il rispetto dei vincoli idrogeologici è vitale. Non permetteremo che finti "recuperi ambientali" diventino il paravento per trasformazioni irreversibili del suolo, ed è per questo che vigileremo con attenzione anche sulla recente istanza presentata dalla Iuliano s.r.l., per la “dismissione con recupero e riuso del piazzale della cava di calcare sita in località Monte, frazione San Clemente”.
Tutela del bene comune: le colline casertane non sono discarica.
La tutela ambientale non è negoziabile, la lotta alla speculazione e all’incuria sarà uno dei nostri punti fermi durante la prossima amministrazione della città.
