Strade dissestate, buche pericolose e rifiuti abbandonati: paese nel degrado
Una situazione sempre più difficile da tollerare: gli attivisti scrivono al commissario
SAN MARCO EVANGELISTA – Riceviamo e pubblichiamo la nota stampa degli attivisti del Movimento 5 Stelle di San Marco Evangelista.
Il degrado tra il silenzio
“San Marco Evangelista sta scivolando in un silenzio preoccupante. Silenzio della politica, oggi assente. Silenzio amministrativo, ormai invisibile. Nel frattempo, il degrado avanza giorno dopo giorno. Un paese senza Sindaco non può e non deve diventare un paese senza regole.
Strade dissestate, buche pericolose, segnaletica orizzontale cancellata, piazzette sporche, rifiuti abbandonati: una situazione che offende il decoro urbano e mette seriamente a rischio la sicurezza e la salute pubblica. Non si tratta di un’emergenza improvvisa, ma del risultato di una prolungata incuria.
È sufficiente camminare per le strade di San Marco Evangelista per rendersi conto che la manutenzione ordinaria è stata di fatto abbandonata. Mentre chi dovrebbe intervenire resta fermo, a pagare sono i cittadini: con la propria sicurezza, con la salute, con la dignità.
La nota al commissario
Al Commissario Prefettizio rivolgiamo un messaggio chiaro: la fase commissariale non può essere una scusa. Essere Commissario non significa limitarsi a “traghettare” il Comune fino alle elezioni, ma garantire l’ordinaria amministrazione, far rispettare le regole e tutelare concretamente i cittadini.
Non chiediamo miracoli. Chiediamo che San Marco Evangelista non venga trattata come un paese di serie B. Le urgenze sono sotto gli occhi di tutti: pulizia urbana immediata, con spazzamento reale delle strade, svuotamento regolare dei cestini e contrasto all’abbandono dei rifiuti; strade sicure, con interventi urgenti nei punti più pericolosi prima che si verifichino incidenti gravi; controlli effettivi, attraverso una presenza costante della Polizia Locale sul territorio. Ogni giorno di inattività è una scelta. E chi sceglie di non intervenire si assume la responsabilità del degrado che ne deriva. San Marco Evangelista non è un ufficio da tenere aperto a metà, né un problema da rimandare. È la casa di migliaia di cittadini che meritano rispetto.
Come attivisti continueremo a vigilare, documentare e denunciare. Perché il silenzio non è neutralità: è complicità”.
