antica cittadella
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CASTEL VOLTURNO – Un no secco, categorico e privo di motivazione. E’ questa la risposta dell’amministrazione comunale alla richiesta di un Consiglio Comunale straordinario, dopo le inchieste giudiziarie che hanno coinvolto il sindaco Pasquale Marrandino, avanzata dai membri dell’opposizione Anastasia Petrella, Nicola Oliva e Antonio Portaro.

La risposta negativa

La risposta è stata negativa. La questione, almeno per il momento, non verrà discussa in aula. “Abbiamo chiesto la convocazione di un Consiglio comunale. La risposta è stata un rifiuto – scrivono in una nota congiunta i tre consiglieri - Non perché il tema non sia serio. Non perché non riguardi tutti. Ma perché, di fatto, qualcuno ha deciso che di questa vicenda non si debba discutere in aula, davanti ai cittadini. Un rifiuto motivato da una interpretazione formale del regolamento, utile a chiudere la discussione prima ancora di aprirla. Un cavillo che, di fatto, impedisce che di questa vicenda si discuta in aula, davanti ai cittadini.

Quando un’amministrazione è attraversata da più filoni d’indagine e rifiuta il confronto pubblico, il problema non è l’opposizione. Il problema è chi si sottrae. Il Consiglio comunale è il luogo della verità e del confronto democratico, non un fastidio da aggirare. Se si è davvero sereni, si va in aula. Se si è davvero trasparenti, si parla davanti a tutti.

"Senza confronto pubblico non c'è democrazia"

Non riteniamo assolutamente sufficiente, né adeguato e rispettoso, riservarsi a una semplice “comunicazione alla cittadinanza”, come annunciato dal Sindaco. Una comunicazione unilaterale non sostituisce il confronto democratico, non permette chiarimenti, non garantisce trasparenza. Qui non si tratta di fidarsi o non fidarsi di qualcuno. La fiducia non si chiede: si merita. E si merita nei luoghi istituzionali, non con dichiarazioni a senso unico. Per queste ragioni, fino alla convocazione di un Consiglio comunale dedicato esclusivamente a questa vicenda, noi non prenderemo parte ai lavori consiliari. Non per protesta, ma per rispetto delle istituzioni. Perché senza confronto pubblico non c’è democrazia, e senza democrazia non c’è governo credibile”.