Jabil, tavolo in Regione con Tma su cassa integrazione: protesta fuori allo stabilimento
Per la nuova società l'ammortizzatore sociale riguarderà tutti i dipendenti. Il progetto non ha mai ricevuto il consenso dei lavoratori

MARCIANISE – Alla Regione Campania si è svolto l'incontro sulla richiesta di cassa integrazione presentata dalla TMA, società del gruppo Tme di Portico di Caserta che ad inizio agosto ha rilevato dalla multinazionale Usa dell'elettronica Jabil lo stabilimento di Marcianise con i suoi 404 dipendenti.
Accordo senza il consenso dei lavoratori
I vertici Tma, nell'incontro di presentazione con la stampa del 7 agosto scorso, spiegarono che avrebbero fatto ricorso alla cassa integrazione a rotazione per gli addetti di Marcianise - come già avvenuto negli anni scorsi con Jabil - ma che l'utilizzo dell'ammortizzatore sociale si sarebbe ridotto nel tempo ed in ogni caso non avrebbe riguardato tutti i 404 lavoratori (150 nel 2025, 100 nel 2026 e 50 nel 2027) . Nel tavolo in Regione, le organizzazioni sindacali Fim, Fiom, Uilm e Failms di Caserta, insieme ai delegati sindacali aziendali (RSU) dello stabilimento di Marcianise, hanno sottolineato che 'il progetto è stato sostenuto e avallato dalle istituzioni, nonostante non abbia mai ricevuto il consenso da parte dei lavoratori. Pertanto, è stato chiarito che non verranno concessi automatismi né sconti: le organizzazioni sindacali e la RSU, nel pieno rispetto del proprio ruolo, eserciteranno con la massima responsabilità verifiche costanti sull'effettiva attuazione del piano industriale mai concordato con le parti sindacali e che comunque la Tma ha dichiarato di voler realizzare nei prossimi 2/3 anni, anche autonomamente. È stato inoltre ribadito che il ricorso alla cassa integrazione, così come l'eventuale periodo di formazione previsto nel piano, non possono ricadere esclusivamente sulle spalle dei lavoratori, già duramente provati da anni di incertezza e confusione, né tradursi in ulteriori penalizzazioni economiche".
Il prossimo incontro
Le parti hanno aggiornato il confronto a venerdì 5 settembre, anche in vista dell'assemblea con le lavoratrici e i lavoratori che si terrà nei prossimi giorni, "al fine di garantire massima trasparenza e partecipazione rispetto a decisioni che riguardano il futuro occupazionale e produttivo dello stabilimento, nonché la tutela del salario".
La protesta
Nel frattempo fuori allo stabilimento c’è stata una manifestazione di protesta da parte delle sigle sindacali, come la Usb, che sono contrarie agli accordi presi dalle Rsu con i lavoratori con i cartelli con la scritta “Non in mio nome”.