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Qualificazione aritmetica alla prossima Champions rimandata: la semi sforbiciata  di Rowe stende gli azzurri di Conte al 90'

 Il Napoli, guidato dalla mano ferma di Antonio Conte, si presentava a questo appuntamento con la forza di una classifica che lo vede stabilmente al secondo posto con 70 punti ma con la necessità di vincere per blindare matematicamente il posto in Champions. Tuttavia, il Bologna di Vincenzo Italiano è diventato nel tempo un vero e proprio rebus tattico per gli azzurri.

Guardando agli ultimi tre incroci, il bilancio sorrideva paradossalmente più ai bolognesi che ai partenopei: se è vero che il Napoli aveva alzato la Supercoppa Italiana lo scorso dicembre vincendo 2-0, in campionato il Bologna era reduce da due vittorie consecutive contro gli azzurri, incluso il pesante 2-0 della gara d'andata al Dall'Ara lo scorso 9 novembre. Con un ottavo posto ormai consolidato a quota 52 punti, gli emiliani sono scesi in campo senza nulla da perdere, con la mente libera e la voglia di confermarsi "ammazzagrandi" del torneo.

Le scelte iniziali hanno confermato le aspettative: Conte si è affidato al collaudato 3-4-2-1 con Milinkovic-Savic tra i pali, una difesa guidata da Buongiorno e il tandem Giovane-Alisson Santos a supporto di Højlund. Italiano ha risposto con un coraggioso 4-2-3-1, mettendo Castro come riferimento avanzato e un centrocampo di grande dinamismo guidato da Ferguson.

Ecco le formazioni ufficiali del match:

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic; Di Lorenzo, Rrahmani, Buongiorno; Politano, Lobotka, McTominay, Gutiérrez; Giovane, Alisson Santos; Højlund. 

BOLOGNA (4-2-3-1): Pessina; Joao Mario, Helland, Lucumì, Miranda; Pobega, Freuler; Orsolini, Ferguson, Bernardeschi; Castro.

 

Napoli, il cuore non basta: rimonta vana e beffa nei minuti di recupero

L'avvio di gara è stato uno shock per il Napoli. Dopo appena dieci minuti di studio, il Bologna ha trovato il vantaggio grazie a un'invenzione di Federico Bernardeschi: l'esterno ha ricevuto palla sulla trequarti, si è accentrato e ha scagliato un potentissimo mancino che si è insaccato nell'angolino. Il Napoli ha accusato il colpo, faticando a trovare varchi contro l'ordinata difesa di Lucumì. Al 34', la situazione è precipitata: un contatto ingenuo di Di Lorenzo ai danni di Miranda ha spinto l'arbitro , richiamato dal VAR, a fischiare il rigore. Dal dischetto, Riccardo Orsolini è stato glaciale, batte Milinkovic-Savic raddoppiando il vantaggio sotto la curva ospiti.

Proprio quando il primo tempo sembrava scivolare via verso un disastroso doppio svantaggio, è arrivata la scossa dei leader. In pieno recupero, su un corner battuto dalla destra, capitan Giovanni Di Lorenzo si è inserito con i tempi giusti, deviando di testa e riaprendo i giochi. L'entusiasmo del gol ha trasformato il Napoli che, rientrato in campo per la ripresa, ha trovato il pareggio dopo soli tre minuti: una progressione di Højlund ha liberato Alisson Santos davanti al portiere, freddo nel siglare il 2-2.

Il secondo tempo è stato un assedio azzurro, con McTominay che ha sfiorato il palo e una difesa del Bologna arroccata a protezione del pari. Tuttavia, nel calcio la beffa è sempre dietro l'angolo. Al minuto 90, su un cross disperato dalla destra, il neo-entrato Jonathan Rowe si è coordinato in modo perfetto, trovando una semirovesciata acrobatica che ha trafitto Milinkovic-Savic per il definitivo 2-3. Una sconfitta dolorosa che rinvia i festeggiamenti per la qualificazione matematica in Champions League.

Nonostante il risultato finale, i numeri parlano di una partita dominata sul piano del gioco dal Napoli, che ha mantenuto il 56% di possesso palla e prodotto ben 14 conclusioni, di cui 6 dirette nello specchio della porta. Il Bologna è stato però chirurgico, capitalizzando al massimo le sue 9 occasioni totali. La fisicità del match è testimoniata anche dal numero di falli (10 per il Napoli e 12 per il Bologna) e dai 7 calci d'angolo guadagnati dai padroni di casa che, tuttavia, non sono bastati a evitare il K.O.