No al Cpr sul litorale, il vescovo Lagnese: "Non rispetta la dignità dei migranti"
Il pastore della Chiesa casertana ha confermato la propria presenza alla manifestazione di domani
CASTEL VOLTURNO - "Non riteniamo i Cpr rispettosi della dignità delle persone migranti. Perciò fin da subito abbiamo affermato che non desideriamo i CPR né a Castel Volturno né altrove". Con queste parole il Vescovo di Caserta e Capua Pietro Lagnese spiega il "senso profondo della presenza e della voce della Chiesa" alla manifestazione nazionale di sabato 24 ottobre a Castel Volturno contro il Centro permanenza e rimpatri (Cpr) per migranti.
La posizione del Vescovo
Lagnese chiede prima di tutto che «la manifestazione si svolga nel pieno rispetto delle regole e della pluralità delle voci che la compongono, senza violenza, contrapposizioni o conflitti, e che diventi una testimonianza luminosa di dialogo e non violenza". Quindi ricorda che «Castel Volturno e il Litorale Domizio sono luoghi già segnati da una storia complessa e feriti da troppi pregiudizi, ma, al tempo stesso, ricchi di straordinarie energie, di esperienze laboriose e di riscatto. Questa terra non ha bisogno di strutture restrittive e contenitive che rischiano di assimilare la condizione di vulnerabilità alla criminalità e di produrre ulteriore degrado sociale e morale. Castel Volturno oggi ha invece urgente bisogno di risposte concrete e lungimiranti: di veri percorsi di integrazione, di misure incisive per contrastare lo sfruttamento lavorativo e la piaga del caporalato, di servizi sociosanitari adeguati e di un'alleanza educativa e civile tra istituzioni, associazioni, realtà ecclesiali e cittadini.
Confermata la presenza alla manifestazione
Per questo, sabato 24 ottobre - ribadisce Lagnese - insieme a tanti altri, e sostenuto dai confratelli vescovi, sarò a Castel Volturno. La mia partecipazione e il sostegno convinto mio e delle nostre comunità ecclesiali a quella manifestazione non nascono da interessi politici, né tantomeno da un'appartenenza ideologica o da logiche di parte. Il nostro unico intento è parlare a nome del Vangelo, per riaffermare e difendere l'inviolabile dignità di ogni persona umana, creata a immagine e somiglianza di Dio. La Chiesa non fa politica di parte né persegue visioni di schieramento, ma non può restare in silenzio quando in gioco vi è il valore della vita, della giustizia sociale e del rispetto dei diritti fondamentali dei più deboli.