L'Asl sopprime il reparto di Geriatria a San Felice, il sindaco Nuzzo: "Siamo indignati"
La delibera del direttore Limone nasce da un "processo di razionalizzazione": sindaci della Valle pronti ad opporsi

SAN FELICE A CANCELLO/MADDALONI – C’è rabbia e delusione a San Felice a Cancello dopo il provvedimento adottato dal Direttore Generale dell’Asl Antonio Limone che di fatto dispone la soppressione dell’Unità di Geriatria dal Psaut di San Felice.
Le ragioni del provvedimento
La delibera, la n.1458, pubblicata nella giornata di ieri 22 ottobre, ha immediatamente creato delle forti rimostranze da parte dell’amministrazione comunale sanfeliciana.
La decisione nasce da una riorganizzazione della struttura sanitaria dell’Asl “che la Direzione Strategica, in coerenza con gli indirizzi regionali e con l’Atto Aziendale approvato, persegue un continuo processo di razionalizzazione e rimodulazione dell’assetto organizzativo aziendale finalizzato al miglioramento dell’efficienza, dell’efficacia e della qualità dei servizi sanitari erogati”.
In quest’ottica il Presidio Ospedaliero di San Felice “è configurato, nell’Atto Aziendale, a indirizzo riabilitativo e connesso al Presidio Ospedaliero di Maddaloni, con presenza delle attività di Geriatria, Lungodegenza e Recupero e Riabilitazione funzionale a indirizzo cardiologico e che presso San Felice a Cancello è stato attivato l’Ospedale di Comunità, quale struttura intermedia di prossimità destinata alla presa in carico di pazienti fragili e cronici clinicamente stabilizzati, operante in integrazione con la rete ospedaliera, la Casa della Comunità, la Centrale Operativa Territoriale, le cure domiciliari e gli altri servizi territoriali”, la Direzione Generale dell’Asl ha disposto la soppressione dell’UOC di Geriatria “del Presidio Ospedaliero di San Felice a Cancello e di ricondurre le relative attività assistenziali nell’ambito dell’area medica del Presidio Ospedaliero Maddaloni, assicurando la continuità delle attività e dei posti letto già attribuiti alla disciplina”.
Lo sconcerto di Nuzzo
Il provvedimento ha attirato ovviamente le critiche delle istituzioni della zona, primo fra tutti il sindaco Emilio Nuzzo che ha parlato di una decisione che indigna un’intera comunità
“Una scelta così importante, che incide direttamente sulla tutela della salute dei cittadini, non può essere assunta senza un preventivo confronto con i Sindaci del territorio, che rappresentano le comunità locali e sono le prime autorità sanitarie a livello comunale – spiega Emilio Nuzzo - Come Sindaci della Valle di Suessola, non possiamo accettare decisioni calate dall’alto senza ascoltare le istituzioni territoriali”.

Chiesta la sospensione del provvedimento
Il sindaco, in difesa della propria comunità e dell’intera Valle di Suessola, ha chiesto al direttore Limone la sospensione del provvedimento. Al contempo si è rivolto anche ai vari rappresentanti politici regionali e nazionali per un tempestivo intervento in proposito: “Per queste ragioni, chiediamo formalmente al Direttore Generale Limone di sospendere immediatamente gli effetti del provvedimento n. 1458 e, contestualmente, chiediamo un incontro urgente al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico, affinché si possa aprire un confronto istituzionale e individuare soluzioni che salvaguardino i servizi sanitari del nostro ospedale.
L'appello
Ma questa battaglia non riguarda soltanto noi Sindaci. Rivolgiamo un appello forte e chiaro anche a tutti i rappresentanti politici dell'attuale maggioranza regionale: è il momento di dimostrare, con i fatti, da che parte si sta. Chiediamo loro di sostenere concretamente questa battaglia e di intervenire per scongiurare la soppressione di un reparto fondamentale.
La Geriatria rappresenta un servizio essenziale non soltanto per i cittadini della Valle di Suessola, ma anche per quelli della Valle Caudina, in un territorio in cui l'assistenza agli anziani e alle persone più fragili costituisce una priorità assoluta. La sanità pubblica non può essere governata ignorando le esigenze delle comunità e senza ascoltare chi quotidianamente ne rappresenta i bisogni.
L'OSPEDALE È DI TUTTI. LA SUA DIFESA È UNA RESPONSABILITÀ POLITICA, ISTITUZIONALE E MORALE DI TUTTI.
Su questo tema non ci sono appartenenze politiche che tengano: vengono prima i cittadini, il diritto alla salute e la difesa dei servizi essenziali.
Come Sindaci, siamo pronti a fare la nostra parte, uniti e determinati, per difendere il nostro ospedale e impedire che venga impoverito ulteriormente”.